L’appello del Beach Stadium Marotta e del mondo del Beach Volley: “Ridateci il nostro sport”

26 Maggio 2020 // di // Comments

Marotta di Mondolfo (PU) – C’è anche la firma di Filippo Cecchini, atleta, istruttore federale di beach volley e titolare del Beach Stadium Marotta, nella lettera aperta che 8 campioni del passato e del presente di questa disciplina hanno scritto cercando di sensibilizzare le istituzioni a rivedere i protocolli che, allo stato attuale, rendono impossibile la ripresa di questo sport.

“Sono passati quasi tre mesi da quando abbiamo interrotto le attività – si legge nella lettera – rimanendo senza lavorare e senza l’aiuto di nessuno. Molte società hanno in gestione centri sportivi nati per la pratica del beach volley, altre hanno i centri in proprietà e altre ancora sono in affitto. La situazione di inattività è sempre più insostenibile da un punto di vista economico con perdite che stanno mettendo in seria difficoltà la sopravvivenza delle stesse Società e a rischio il lavoro di molti collaboratori sportivi. Nel frattempo tutti gli altri sport hanno ripreso l’attività. Le società di beach volley invece sono ancora ferme al palo a causa di un protocollo Fipav inadeguato che non permette in alcun modo la ripresa degli allenamenti”.

Se è vero che i centri sportivi per gli sport su sabbia, o molti di essi, hanno riaperto, è altrettanto vero che al momento il solo gioco praticabile è il beach tennis a causa di ferree regole che hanno bandito il beach volley.

“Ci chiediamo il motivo – prosegue la nota – per cui non è stato previsto un protocollo specifico per il beach volley che è una disciplina completamente diversa dalla pallavolo, nella qualein un campo di 64mq ci sono 2 atleti che possono mantenere senza troppi problemi il distanziamento. Il protocollo FIPAV fa inoltre riferimento per assurdo all’uso delle scarpe e al numero massimo di 12 persone presenti contemporaneamente nell’impianto, ignorando completamente le dinamiche nel mondo del beach volley, del tutto differenti dalla pallavolo. Alla luce di queste riflessioni, nell’esigenza di far ripartire al più presto l’attività di base dei corsi, motore economico trainante delle società di beach volley e dei centri sportivi ad esso dedicati, siamo convinti che in questa fase si possa ripartire in sicurezza con l’attività di base dei corsi seguendo questi  accorgimenti:

Massimo 8 persone per campo (16mq a disposizione ad atleta);

Consentire il passaggio della palla;

Nelle esercitazioni sintetiche il divieto di muro;

Nelle esercitazioni di gioco il divieto di muro e la limitazione del campo con un corridoio centrale”

Tali accorgimenti secondo Cecchini e gli altri 7 firmatari della lettera, garantirebbero il mantenimento del distanziamento sociale, allo stesso modo del protocollo adottato in Germania che ha permesso la ripartenza dell’attività amatoriale ed agonistica e che consentirà l’avvio del campionato nazionale dal 13 giugno. 

Ci auguriamo – conclude la nota – che questi suggerimenti, indicati da chi ha dedicato tutta la vita al beach volley, possano determinare una revisione del protocollo che permetta una ripresa immediata dell’attività ed il ritorno al gioco normale nel più breve tempo possibile”.

All’appello dei beachers e di Cecchini si aggiunge anche quello della Nuova Beachouse di Fano che si trova nelle stesse identiche situazioni del Beach Stadium Marotta, ovvero con l’impianto utilizzabile solo per il beach tennis e con tanti appassionati, corsisti e istruttori di beach volley fermi al palo.