Legionella: come prevenire il contagio del pericoloso microrganismo

6 Luglio 2017 // di // Comments

Tempo di vacanze per molti italiani. Mentre la colonnina del termometro sale, con il ritorno a pieno regime delle strutture turistiche e delle piscine aperte al pubblico, torna anche ad agitarsi lo spettro di una patologia subdola, ma dalla diffusione in crescita: la legionellosi.

Il batterio della legionellosi

La salmonella, ovvero il batterio responsabile di questa forma particolarmente aggressiva di polmonite, può trovare le condizioni perfette per la crescita e la riproduzione delle sue colonie all’interno degli impianti che servono i locali piscina e le saune, ma anche all’interno di quelli destinati al trattamento dell’aria negli ambienti chiusi, come i sistemi di climatizzazione e di deumidificazione.

Il microrganismo responsabile della legionellosi è il batterio Legionella pneumophila. Di norma presente nelle raccolte di acqua naturali, come i piccoli laghi, l’agente patogeno può raggiungere con facilità pozzi, cisterne e serbatoi e quindi spostarsi all’interno delle condutture che servono i grandi impianti idraulici.

Il batterio fu isolato per la prima volta nel corso di una drammatica epidemia che colpì un gruppo di veterani dell’American Legion (da cui la definizione di “malattia del legionario”) nel 1976: 34 dei 221 soggetti colpiti dall’infezione perirono a causa delle complicazioni della malattia, mentre medici e studiosi si interrogavano sulla causa che avevano portato alla diffusione della patologia.

In effetti, solo dopo attente analisi, emerse che tutte le persone coinvolte nell’epidemia avevano partecipato ad un meeting in un albergo di Philadelphia, nel cui impianto di condizionamento fu in seguito verificata la presenza di colonie di L. pneumophila.

La prevenzione delle epidemie di legionellosi

Oggi, le modalità di trasmissione della patologia non rappresentano più un mistero: il microrganismo prolifera in ambienti caldi, protetti e caratterizzati da un tasso di umidità elevato; in genere, l’infezione non si trasmette da persona a persona, ma inalando il sottile aerosol costituito da microscopiche gocce, che caratterizza i locali dove sono presenti raccolte d’acqua, come le piscine, oppure quelli serviti da impianti di climatizzazione.

La prevenzione della legionellosi e della diffusione dell’agente patogeno causa della malattia passa attraverso la ricezione e corretta attuazione delle Linee guida per la sorveglianza e il controllo della legionellosi, pubblicate dal Governo nel 2015 sulla base delle direttive europee e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un compito di competenza delle singole amministrazioni regionali.

Tra i punti fondamentali analizzati nel documento, emerge il ruolo rivestito dalla corretta progettazione e dalla pianificazione della manutenzione di tutti gli impianti idraulici presenti all’interno di strutture turistiche e sportive, ma anche di uffici pubblici, scuole, ospedali e ogni ambiente servito da sistemi per il trattamento delle acque e dell’aria.

In particolare, le piscine pubbliche e private, specie se coperte, rappresentano uno degli ambienti maggiormente a rischio, dal momento che il microrganismo può insidiarsi sia negli impianti di ricircolo dell’acqua, in assenza di una corretta routine di disinfezione, come pure nelle condutture dei sistemi che provvedono a regolare i livelli di umidità relativa proprio per mantenere un’aria salubre anche a bordo vasca. In questa pagina dove si descrivono le caratteristiche tecniche degli impianti di deumidificazione per locale piscina è possibile approfondire gli accorgimenti che occorre adottare durante la progettazione e l’installazione di questi sistemi per garantirne l’efficacia e la sicurezza.

Altro concetto chiave del documento relativo alle Linee guide per la sorveglianza e il controllo della legionellosi è rappresentato dalla necessità di effettuare una periodica “valutazione del rischio” in tutti gli ambienti aperti al pubblico e serviti da impianti potenzialmente soggetti ad infestazioni da parte di L. pneumophila, con l’obiettivo di evidenziare eventuali criticità, valutarne il possibile impatto sulla salute umana e definire le possibili strategie di intervento e di manutenzione per limitare il pericolo.

Sebbene le epidemie di legionellosi siano quasi sempre legate alla permanenza in ambienti pubblici contaminati dal microrganismo, sporadici casi possono verificarsi anche tra le mura domestiche.

In particolare, tra le principali fonti di pericolo che possono celarsi entro il perimetro di casa figurano i sistemi di irrigazione per il giardino, specie quando non alimentati con l’acqua dell’acquedotto, ma con quella proveniente da pozzi o cisterne.

Negli stabili più antichi, poi, il batterio può infiltrarsi in tubature danneggiate e andare a rappresentare un serio rischio per la salute degli inquilini.

Occorre quindi prestare la giusta attenzione allo stato di salute dell’impianto idraulico domestico e richiedere l’assistenza di tecnici specializzati per la sua manutenzione.

Legionellosi: sintomi, diagnosi e terapia

Il numero dei casi e dei focolai di legionellosi registrati in Italia risulta in aumento, sebbene il trend rilevato non suggerisca il sussistere di seri motivi di allarme.

D’altra parte, data la serietà del quadro clinico che può accompagnarsi alle infezioni da legionella, si impone una forte attenzione e uno stretto monitoraggio da parte di tutti gli enti preposti.

I sintomi con i quali si manifesta la legionellosi possono essere facilmente confusi con quelli di una comune polmonite: il paziente accusa febbre, tosse, dolore al petto e un intenso stato di malessere.

Se la patologia non viene diagnosticata con tempismo, il batterio della legionella può proliferare e causare danni permanenti al tessuto respiratorio dei polmoni, con complicanze che, in alcuni casi, determinano il decesso del paziente.

La mortalità della legionellosi si attesta attorno al 5-10%, un tasso molto elevato, che aumenta ulteriormente quando si prendono in considerazione soggetti anziani o molto giovani oppure già affetti da altre patologie.

Fortunatamente, quando la malattia viene individuata per tempo, è sufficiente il ricorso ad antibiotici mirati per debellarla.

I ceppi di L. pneumophila presenti sul territorio italiano sono caratterizzati da una virulenza contenuta. Ciò significa che anche in presenza di un’epidemia, il numero dei contagi si mantiene generalmente basso.

Scegliere con attenzione le strutture ricettive alle quali ci si rivolge nel corso delle vacanze è senza dubbio la soluzione più semplice per proteggersi da questo insidioso nemico. Il consiglio è quello di privilegiare strutture moderne e a norma, che non esitano ad esporre gli attestati che certificano la corretta manutenzione di climatizzatori, impianti di deumidificazione dell’aria e di sanificazione delle acque.