“Mettiamo a servizio del bene di tutti le energie morali, civili ed economiche”

17 Aprile 2019 // di // Comments

Fano (PU) – Se la storia di Dio tra gli uomini fosse finita il Venerdì Santo, allora l’ultima parola sull’umanità suonerebbe: colpa, ribellione, scatenamento di tutte le potenze umane titaniche, espugnazione del cielo da parte degli uomini, empietà, abbandono da parte di Dio e, di conseguenza, mancanza di senso e disperazione. Allora saremo ancor sempre nella nostra colpa. Allora saremmo da compiangere più di tutti gli uomini: il male vince sempre sul bene, l’ingiusto e il prepotente sull’innocente, il vile sulla verità. Se Dio è morto, a quel punto siamo da compiangere più di tutti. Il senso del mistero pasquale è: Dio è la morte della morte, la morte non ha potuto trattenerlo e sopprimerlo, Dio ha pronunciato una parola definitiva e potente sulla morte e su quanto essa rappresenta, l’ha annientata. Ma se Dio vive, allora l’amore vive lì malgrado la croce, allora non viviamo più nella colpa, allora Dio ci ha certo perdonato.

Pensando in particolare ai giovani nell’anno del Sinodo mondiale dei giovani.

Carissimi giovani, “Nolite timere” (Non abbiate paura). “Dio legge anche nel nostro intimo. Egli conosce bene le sfide che dobbiamo affrontare nella vita, soprattutto quando siamo di fronte alle scelte fondamentali da cui dipende ciò che saremo e ciò che faremo in questo mondo. E’ il brivido che proviamo di fronte alle decisioni sul nostro futuro, sul nostro stato di vita, sulla nostra vocazione. In questi momenti siamo molto turbati e siamo colti da tanti timori (Papa Francesco. Messaggio Giornata Mondiale della Gioventù 2019).

Carissimi giovani, abbiate

  • Il coraggio di scegliere di agire nonostante la paura. Ho imparato che il coraggio non è l’assenza di paura, ma la vittoria su di essa. L’uomo coraggioso non è quello che non è intimorito, ma è colui che conquista la sua paura.
  • Il coraggio di seguire il proprio cuore. “…E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
  • Il coraggio di perseverare di fronte alle avversità. Il coraggio non è sempre ruggito. A volte il coraggio è la calma voce alla fine del giorno che dice: ‘Proverò di nuovo domani’. Il coraggio è combattere per ciò in cui si crede. Di quello che pensi anche se la tua voce trema. Amare ci dà coraggio.
  • Il coraggio di salpare dal porto sicuro. Il mondo richiede le qualità della giovinezza, non come fase di vita ma come stato mentale: il temperamento di chi desidera in continuazione, l’immaginazione, il predominio del coraggio sulla timidezza, l’appetito per le avventure che la vita propone.
  • Il coraggio è stare dinanzi alla sofferenza con dignità. “Il grande uomo è colui che sta davanti agli incidenti della vita con dignità e grazia, facendo il meglio nelle circostanze” (Aristotele)

Carissimi, oggi c’è urgenza di liberare ogni uomo dal suo sepolcro. Chi aiuterà a rotolare la pietra? Egli, il Cristo, non viene a togliere i pesi della vita ma scioglie le catene del cuore; non rimuove la croce dalle nostre spalle, ma ci sostiene nella fatica del vivere; non azzera le difficoltà e  gli ostacoli, ma suscita stupore e fiducia nei cuori. In questo tempo segnato da passioni tristi e da un pensiero debole l’uomo di fede è chiamato ad osare la gioia con coraggio e tenerezza.

Quali auguri di Buona Pasqua possono toccare il cuore di chi non crede?

Tutti nella vita abbiamo le nostre sofferenze, le nostre croci, fisiche, psicologiche, affettive, economiche. Penso agli ammalati, agli anziani, specialmente se soli, ai disoccupati, ai carcerati e anche a persone che hanno avuto qualche disavventura e attraversano un momento di crisi. Il modo migliore di augurare loro Buona Pasqua è di volergli bene, interessarsi dei loro mali e dire che preghiamo per loro, Gesù Risorto li aiuti a ritrovare la serenità e la gioia di vivere.

E alle autorità religiose, politiche ed economiche?

Facciamo in modo che nelle nostre comunità religiose, civili o economiche rifiorisca la speranza, la fiducia reciproca, il superamento di relazioni sfilacciate o rancorose. Mettiamo a servizio del bene di tutti le energie morali, civili ed economiche affinchè nessuno rimanga schiacciato dal peso-macigno della vita. Che la primavera possa fiorire per tutti e non solo per i privilegiati e che il diritto alla dignità e al sorriso sia garantito e sostenuto per tutti, a cominciare dai più deboli e meno fortunati. Che il buon Dio renda merito a quanti nella professione, nelle aziende e nei vari servizi, mettono a uso di molti le loro capacità e i loro carismi civili, morali e imprenditoriali.

Buona Pasqua 2019+ Armando vescovo