Stefano Pollegioni

Pollegioni su scolmatori di Sassonia: “Aset ha messo in atto le normative in modo approssimativo”

16 aprile 2018 // di // Comments

Fano (PU) – “Aset ha risposto alla richiesta di accesso agli atti sui lavori del cantiere di Viale Ruggeri, riguardanti gli scolmatori in area Sassonia. Dalla relazione prodotta da ASET, e relativa documentazione allegata, si evince tuttavia che le normative siano state messe in atto in modo molto approssimativo”. Ad affermarlo è Stefano Pollegioni, segretario di Fratelli d’Italia Fano che aggiunge:

“La ditta incaricata della bonifica, come previsto dalla legge 177/2012, ha eseguito fori di carotaggio senza alcuna incamiciatura, rendendo di fatto del tutto impossibile l’esecuzione di verifiche per profondità maggiori di 1m. Per questo motivo la bonifica preventiva non è stata eseguita ad hoc a causa della chiusura dei fori di campionamento per il crollo delle pareti. Va sottolineato che la legge non prescrive a priori la ricerca di ordigni, tuttavia l’analisi delle probabilità di ritrovamento di un ordigno bellico inesploso passa attraverso alcune fasi obbligate, tra cui l’analisi storica e documentale del sito in questione. I dati storici relativi ai bombardamenti durante i due conflitti mondiali sono desumibili dagli archivi comunali e provinciali, dagli archivi di Stato e delle Prefetture, dal Ministero della Difesa e via dicendo. Nel nostro caso, addirittura nel libro del nostro storico concittadino Gastone Mazzanti (“Dalle vie del cielo a quelle della città, Fano nella guerra 1939/45“), è contenuta una foto aerea di un bombardamento proprio nella zona del ritrovamento di Vle Ruggeri”.

“Nonostante tutto – aggiunge Pollegioni -, però, ci si è fermati davanti al fatto che i fori si richiudevano e quindi non è stato possibile andare avanti. Elemento molto discutibile perché è chiaro che un foro sulla breccia si chiude se non si prevedono sistemi di protezione delle pareti. Anche un bambino lo capirebbe. Quindi da quello che si legge nella relazione i responsabili dei lavori si sarebbero assunti la responsabilità di andare comunque avanti con i lavori anche se la bonifica preventiva sicuramente si poteva fare con più professionalità utilizzando attrezzature adeguate e più sofisticate esistenti. Non si può pensare che siccome un foro si richiude non ci siano altri mezzi per completare la ricerca positivamente. Credo che la ricerca storica avrebbe senz’altro sensibilizzato la responsabilità di essere più scrupolosi. L’hanno fatta? Tra l’altro, dopo il ritrovamento dell’ordigno bellico, si è deciso di dare incarico ad una ditta specializzata nella ricerca di ordigni di farsi seguire passo passo nei lavori. Allora mi domando: perché ora e non prima? Se la ditta incaricata all’inizio non ha potuto eseguire la ricerca a causa delle difficoltà emerse dal documenti è stata pagata?”

“Fortunatamente – conclude il segretario di FdI Fano – la vicenda si è conclusa nel migliore dei modi, perché il pericolo dell’ordigno bellico ritrovato e urtato dallo scavatore meccanico era notevole per non parlare poi del disagio occorso a molti fanesi con l’evacuazione in tutta fretta disposta dalla Prefettura disagio che poteva essere opportunamente prevenuto. Quanto emerge dalla lettura degli atti sarà rimesso alla competenza e alla valutazione di chi di dovere, senza alcun intento di accusa, bensì di chiarezza. Se ci saranno delle responsabilità non saremo certo noi a deciderlo ma, se lo riterranno opportuno, saranno gli organi preposti”.