Regione Marche, Lega: “Bene l’ordinanza ma ora serve l’esercito”

20 Marzo 2020 // di // Comments

MARCHE – “Positiva e quanto mai opportuna la nuova ordinanza emessa nella serata di giovedì dal Presidente Ceriscioli, tuttavia ritengo le misure adottate non ancora del tutto sufficienti a contenere il dilagare del contagio”. Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Sandro Zaffiri, benedice l’ulteriore stretta dell’Esecutivo, ma sollecita il Presidente Ceriscioli sul versante delle chiusure aziendali di non primaria necessità e per chiedere al Governo l’invio dell’esercito.

“Va bene aver interdetto spiagge, parchi pubblici e luoghi di aggregazione – rileva Zaffiri – ma occorre bloccare le occasioni di contatto e possibile contagio all’interno delle tante aziende e laboratori marchigiani ancora pienamente funzionanti. Già nei giorni scorsi avevo avuto modo di invocare lo stop per tutto ciò che non è essenziale, ma, all’interno della nuova ordinanza regionale, la decima in ordine di tempo dall’inizio dell’emergenza, non vi è traccia del recepimento di questa istanza. Ancora troppe chiusure aziendali a macchia di leopardo – incalza Zaffiri – interi comparti del tessile e del manifatturiero, laboratori e studi professionali funzionanti e aperti al pubblico e alla facile diffusione del contagio”.

“Inoltre – prosegue l’esponente del Carroccio – a maggiori restrizioni devono corrispondere maggiori controlli e, se questa equazione è vera, allora Ceriscioli segua subito l’esempio di altri Governatori che già hanno bussato alle porte del Governo per chiedere l’invio dell’esercito, anche per alleggerire il lavoro delle forze di polizia locale, spesso impegnate anche nelle attività di supporto alla popolazione, assistenza e protezione civile”.

“E’ la realtà dei fatti a parlare in questo senso – aggiunge Zaffiri – uno scenario nazionale purtroppo costituito da un numero maggiore di denunciati che contagiati, non tutti in buona fede, e sistemi sanitario, sociale e economico al collasso. Il coraggio a piccole dosi rischia di vanificare l’impegno di molti, occorre invece che la macchina chiamata a contenere il contagio si muova compatta, attraverso chiusure aziendali uniformi e limitazioni alla libera circolazione che tutti sono chiamati a rispettare. La presenza tangibile dei militari lungo le strade delle nostre città e dei nostri centri più piccoli può rappresentare certamente un buon deterrente a chi ancora pensa di poter agire e comportarsi come se niente fosse”.

(foto dimostrativa)