Vince il ricorso dopo aver preso la multa, camionista protesta: “Il semaforo di Viale I Maggio non è a norma”

18 maggio 2018 // di // Comments

Fano (PU) – “Il giudice di pace mi ha dato ragione ma moralmente non mi sento soddisfatto. Quel semaforo secondo me non è a norma e chiedo una perizia che lo verifichi”. Pirgiorgio Romiti, camionista fanese di 57 anni, è tra quegli automobilisti colti in fallo dalle telecamere poste al semaforo dell’incrocio di Viale I Maggio. Una multa ingiusta secondo Romiti che, seppur ammettendo di essere passato col rosso, sostiene che non avrebbe potuto fare altrimenti: “Quel semaforo è una trappola – incalza Romiti – chi come me guida un camion, se passa con il giallo al primo stallo non può fisicamente arrestarsi al secondo perché ci sono si e no 20 metri l’uno dall’altro e il rosso nel secondo scatta dopo pochi secondi”.

Forte di questo suo pensiero, Romiti ha fatto ricorso al giudice di pace che nei giorni scorsi ha emanato la sentenza accogliendo le istanze del camionista che quindi non dovrà pagare i 160 euro di sanzione e non vedrà decurtarsi la patente di 6 punti. “Conosco bene il codice della strada – conclude Romiti – e non posso ‘avere paura’ ogni volta che attraverso quell’incrocio. Io con la patente ci lavoro e se ci fosse un perito esterno, ovviamente non mandato da Comune o vigili urbani, confermerebbe la mia teoria ovvero che non c’è il tempo materiale per fermarsi tra i due semafori se al primo passi con il giallo”.

Opposto il parere della Polizia Locale: “E’ vero – ammette il comandante Anna Rita Montagna –, il cittadino ha vinto il ricorso ma non per le motivazioni da lui addotte ma semplicemente per un nostro vizio procedurale nell’accertamento del verbale. Rigetto totalmente al mittente le accuse che quell’impianto sia messo li per far cassa. La sentenza del giudice che è pubblica e quindi consultabile, dice chiaramente che sono prive di pregio e non provate le affermazioni del ricorrente per cui invito i cittadini a rispettare il codice della strada e non sentirsi autorizzati in base a questa sentenza a fare continui ricorsi perché, per quanto riguarda casi come questo, sarebbero soldi sprecati”.