Fano (PU) – “Da oltre un anno e mezzo le scelte della Giunta sono accompagnate da una comunicazione costante e spesso roboante, ma raramente inserite dentro una visione complessiva o una prospettiva chiara per la città. Si interviene dopo una polemica o in risposta a un’emergenza, senza una gerarchia di priorità e senza un progetto riconoscibile di Fano. Governare non significa fare restyling di decisioni ereditate, ma assumersi la responsabilità di indicare una direzione e condividerla. Dopo tutto questo tempo, la propaganda del ‘Cambio Passo’ non basta più: è il momento di dire qual è la loro idea di città”. È il Partito Democratico di Fano a sostenerlo.
“Per questo – evidenziano – riteniamo indispensabile fare chiarezza sugli indirizzi politici, a partire da temi strategici come ASET, infrastrutture e politiche sociali. Su ASET, la richiesta di una valutazione affidata a un advisor esterno è legittima se pensata in prospettiva di future gare”.
“Resta però incomprensibile l’estensione della stima economica anche ad attività ‘no core’ – come farmacie, parcheggi e verde pubblico – che non hanno alcuna attinenza con le gare. Di fronte a scelte di questa portata non si possono lasciare nell’incertezza lavoratori, sindacati e cittadini. Chiedere chiarezza non significa ‘avvelenare i pozzi’, ma svolgere fino in fondo il ruolo dell’opposizione. La reazione infastidita del sindaco tradisce piuttosto un’idea di politica senza dissenso e un’opposizione addomesticata. Non è questo il PD di Fano: lo stesso PD che, nella passata amministrazione, si è battuto – anche contro forti pressioni interne e trasversali – per non svendere ASET a Marche Multiservizi. La doppia morale non è del PD, ma di chi oggi attacca quelle scelte mentre tratta con indulgenza chi allora spingeva in direzione opposta”.
“Sulla viabilità, – affermano ancora – il PD è disponibile a un confronto serio su una complanare reale a servizio dell’A14. Ma respingiamo l’idea di una pseudo-complanare che, dopo un breve tratto a fianco dell’autostrada, si arrampica sulle colline per poi scendere a Santa Veneranda e viene presentata come collegamento Fano–Pesaro: non è un’alternativa credibile. Qui si è compiuto un errore politico preciso: non solo è stata stralciata un’opera, ma è stata cancellata la previsione del completamento dell’interquartieri, privando la città di un’uscita verso Nord e relegando quartieri come Gimarra all’isolamento, senza alcuna proposta alternativa. Poi, dopo la frana, si invoca la ‘filiera istituzionale’ a colpi di annunci. Anche in questo caso il copione è lo stesso: si cancella una scelta, si esalta la comunicazione, si rincorre l’emergenza”.
“Lo stesso schema – si ribadisce – si ripete nelle politiche sociali ed educative. In assenza di una visione complessiva del welfare si procede per interventi frammentati: nessun nuovo bando per i contributi affitti nel 2025, meno fondi per anziani non autosufficienti e ancora nulla sui nuovi posti letto, drastico taglio delle fasce ISEE per la mensa scolastica (da 33 a 7) con una perdita evidente di progressività ed equità, penalizzazione delle famiglie con più figli nei servizi educativi. Il tutto accompagnato da molta retorica sull’equità e sull’attenzione ai più fragili, mentre gli atti vanno nella direzione opposta, nel silenzio incomprensibile di sindacati e Terzo Settore”.
“In conclusione, – spiegano i consiglieri di minoranza del PD – oggi a Fano si comunica molto, spesso più per coprire il rumore del dissenso che per spiegare le scelte. Ma Fano non ha solo bisogno di essere raccontata meglio: ha bisogno di essere governata con più visione, più responsabilità e meno propaganda”.