Roma – Caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine di oliva, soprattutto nei mesi estivi. Anche un olio EVO 100% italiano di alta qualità, se conservato in modo scorretto, può perdere parte delle sue caratteristiche sensoriali e nutrizionali. È questo il tema del secondo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato questo mese all’educazione al consumo.
Dopo aver affrontato il tema della scelta consapevole dell’olio extravergine 100% italiano, l’attenzione si sposta ora su un passaggio altrettanto importante: la conservazione domestica. Scegliere bene, infatti, non basta. Per mantenere intatto il valore dell’olio è necessario conservarlo correttamente anche dopo l’acquisto.
L’olio extravergine di oliva è un alimento vivo e delicato. La sua qualità dipende dalla presenza di composti aromatici, antiossidanti naturali e polifenoli, che possono degradarsi più rapidamente se il prodotto viene esposto a condizioni non adeguate. Il calore accelera i processi ossidativi, la luce può alterare la stabilità dell’olio e l’ossigeno, entrando a contatto con il prodotto, favorisce l’irrancidimento. Per questo motivo, l’olio dovrebbe essere conservato in un luogo fresco, asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta. La cucina è spesso il luogo più comodo, ma non sempre quello più adatto: tenerlo vicino ai fornelli, al forno o su mensole esposte al sole può comprometterne la qualità in tempi anche brevi. Anche il contenitore fa la differenza. Bottiglie in vetro scuro, lattine o confezioni capaci di proteggere l’olio dalla luce aiutano a preservarne meglio le caratteristiche. È importante inoltre richiudere sempre bene il tappo dopo l’uso, evitando che l’olio resti troppo a lungo a contatto con l’aria.
Un altro errore comune è acquistare quantità eccessive senza considerare i tempi reali di consumo. L’olio extravergine non migliora con il tempo: al contrario, va consumato preferibilmente entro un periodo ragionevole dall’apertura, così da apprezzarne al meglio profumi, gusto e proprietà.
La corretta conservazione riguarda anche l’olio servito fuori casa. Al ristorante, come già ricordato da AIFO, l’olio extravergine deve essere presentato in contenitori idonei, correttamente etichettati e dotati di tappo antirabbocco, così da garantire origine, tracciabilità e qualità. Anche in questo caso, l’attenzione alle modalità di conservazione e presentazione è parte integrante della cultura dell’olio.
“Un olio extravergine 100% italiano di qualità è il risultato di un lavoro complesso che parte dall’oliveto e si completa in frantoio, ma questo valore deve essere protetto anche dopo l’acquisto – sottolinea il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Conservare correttamente l’olio significa rispettare il lavoro degli olivicoltori e dei frantoiani, ma anche garantire al consumatore un prodotto capace di esprimere davvero le sue qualità”.
La qualità dell’olio extravergine non dipende quindi soltanto dalla sua origine o dal processo produttivo, ma anche dal modo in cui viene trattato una volta arrivato nelle case e sulle tavole. Proteggerlo da caldo, luce e ossigeno è un gesto semplice, ma decisivo, per conservarne gusto, profumi e valore nutrizionale. Il percorso di luglio proseguirà con un approfondimento dedicato agli errori più comuni nel consumo dell’olio extravergine, per aiutare i consumatori a riconoscere e valorizzare ogni giorno un prodotto simbolo della qualità italiana.

Estate: Caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine d’oliva

Il presidente AIFO, Alberto Amoroso / Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari