Fano (PU) – Nel primo libro del De architectura Vitruvio dice che l’architetto deve essere “versato nelle lettere, abile disegnatore, esperto di geometria, conoscitore di molti fatti storici; nondimeno abbia anche cognizioni in campo filosofico e musicale, non sia ignaro di medicina, conosca la giurisprudenza e le leggi astronomiche.” (Vitr. I, 7).
Per Vitruvio quindi la musica è una parte essenziale della formazione teorica e pratica dell’architetto. Con questa prima giornata di studi su “Vitruvio e la musica”, a cura di Deborah Howard e Francesco Paolo Di Teodoro, il Centro Studi Vitruviani si propone di iniziare ad esplorare un tema vitruviano forse meno noto ma ampio e stimolante che potrà essere sviluppato anche in successivi futuri appuntamenti.
Dopo il saluto delle autorità, il programma della giornata prevede l’intervento del prof. Francesco Paolo Di Teodoro (Politecnico di Torino e Museo Galileo di Firenze), con una relazione dal titolo “Vitruvio è plurale”, che si soffermerà sulla “pluralità” e ricchezza del testo vitruviano.
Avremo di seguito il contributo della prof.ssa Deborah Howard (University of Cambridge), su “Vitruvio e la ‘soave armonia’ di Palladio”, che parlerà della relazione tra musica e architettura da Vitruvio a Palladio. Seguirà la relazione della prof.ssa Laura Moretti (University of St Andrews), su “Materia e suono nello spazio teatrale: gli ēcheîa vitruviani dalla teoria alla prassi costruttiva”, che ci parlerà di acustica e di vasi risonanti dei teatri antichi.
La prof.ssa Emanuela Vai (University of Oxford), tratterà infine il tema delle “’Machinæ’ musicali: dagli organi idraulici di Vitruvio agli automata sonori e sensoriali rinascimentali”.
La giornata si concluderà poi con un evento nell’evento, realizzato grazie alla collaborazione de “Il Laboratorio Armonico” di Fano, diretto da Giovannimaria Perrucci. Avremo infatti un contributo musicale del maestro Justus Willberg (Università “Friedrich-Alexander” di Erlangen / Norimberga), noto flautista di musica antica e celebre per le sue ricostruzioni di strumenti musicali antichi, che ci farà ascoltare “Il suono dell’Hydraulis”. Presenterà infatti l’organo idraulico, descritto da Vitruvio nel Libro X del De architectura e da lui stesso ricostruito, raccontandone storia, usi, funzionamento ed eseguendo alcuni brani musicali.
L’iniziativa del Centro Studi Vitruviani, diretto da Oscar Mei, è coordinata da Antonello Alici (Politecnica delle Marche) è realizzata con la collaborazione e il sostegno del Comune di Fano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, del Ministero della Cultura, dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dell’Università Politecnica della Marche e de Il Laboratorio Armonico di Fano.

Vitruvio e la musica: Armonie tra architettura, teoria e prassi costruttiva. / Settembre 2026 / Locandina

Vitruvio e la musica: Armonie tra architettura, teoria e prassi costruttiva. / Settembre 2026 / Locandina

Vitruvio e la musica: Armonie tra architettura, teoria e prassi costruttiva. / Settembre 2026 / Locandina