Pesaro – Sabato scorso, 24 ottobre, Zero Waste Pesaro insieme a Balza del Sole ha offerto ai partecipanti di Educare in riva al mare, i laboratori estivi del progetto Ambiente Bene Comune – ABC di Pesaro, organizzato dal Comune di Pesaro con Marche a rifiuti zero, un’escursione a Baia Flaminia alla scoperta della natura vicino a noi. Hanno partecipato numerose persone, non solo da Pesaro, anche da Villa Fastiggi, Montelabbate, Montecchio, sia adulti che bambini. Marco e Giulia ci hanno indicato la vegetazione che cresce vicino al mare lungo un percorso verso il parco del San Bartolo dalla riva. Abbiamo incontrato per primo la tamerice, albero molto presente lungo viale Trieste.
La tamerice sopporta bene sale e vento, climi aridi, per questo ne vediamo tanti esemplari, succhia l’acqua del mare e elimina il sale lasciandolo traspirare dalle sue foglie, per questo può sopravvivere bevendo acqua salata. I suoi fiori sono rosa, piumosi, bellissimi, dalle sue gemme si può ricavare un gemmoderivato per curare l’anemia. La tamerice, per noi così “ovvia” a volte quasi fastidiosa perché perde le foglie in continuo, come tutte le piante ha almeno una proprietà medicinale ed esiste in un luogo per un ben preciso e sensato motivo.
Abbiamo incontrato anche un olmo, strano vederlo in riva al mare, la sua presenza ci racconta la storia del luogo confermata dalle persone del posto che erano nel nostro gruppo: una quarantina di anni fa, lì dove c’è l’olmo era terra e si venivano a raccogliere le erbe di campo. Le radici dell’antico olmo sono affondate nella terra che sta sotto la sabbia.
Abbiamo poi conosciuto vari tipi di erbe: piantaggine stellata, piantaggine lanceolata, malva, salsora tragus, tribolo: di ciascuna Giulia ci ha raccontato le proprietà. Simpatico che il tribolo, che germoglia a lato della pista ciclabile, veniva usato per dare vigore agli sportivi. Il tribolo come ogni erba citata è strisciante, riesce a sfuggire ai tagli così trattenendo il terreno e contribuendo a raffrescarlo durante l’estate. Quindi non c’è un filo d’erba che non abbia proprietà medicinali e non sia utile all’habitat, all’ecosistema eppure noi le pestiamo, non gli diamo valore. Abbiamo anche visto un’area di ricostituzione delle dune all’interno del parco del San Bartolo e Marco ci ha spiegato che le dune, che si creano naturalmente sulla costa servono a proteggerla dalle mareggiate e che ci vive un particolare ecosistema: Marco ha aggiunto che a ben guardare questo intervento non è utile a proteggere l’ecosistema in se ma l’uomo perché è l’uomo ad avere un bisogno vitale della biodiversità per sopravvivere mentre la natura continuamente evolve e sopravvive, come ci ha dimostrato la tamerice.
La passeggiata si è conclusa con una merenda all’aperto durante la quale abbiamo riflettuto insieme sulla scoperta del pomeriggio: basta guardare la natura intorno a noi con occhi diversi per iniziare a trarre beneficio da lei e contribuire a proteggerla.

Passeggiata a Baia Flaminia / 26 ottobre 2026

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Piccole piante, grandi meraviglie: il trekking a Baia Flaminia

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