Roma – Un uomo di 55 anni originario di Brindisi, Pietro Zantonini, è morto per cause ancora in corso di accertamento a Cortina d’Ampezzo (Belluno) durante il turno di vigilanza notturno nel cantiere dello stadio del ghiaccio dei Giochi di Milano Cortina. La tragedia è avvenuta la notte dell’8 gennaio, quando il lavoratore era impegnato in un servizio all’aperto, in condizioni climatiche particolarmente rigide. A proposito della ‘gelata’ dei giorni scorsi, che ha avuto il picco proprio nella notte dell’8 gennaio (con temperature da record sotto lo zero come i -20 a Livigno e i -23°C dell’Altopiano di Asiago), i meteorologi hanno parlato di “un rarissimo evento freddo del XXI secolo“. Quella notte, a Cortina, c’erano -16 gradi. “Le più profonde e sentite condoglianze per la morte del vigilante a Cortina d’Ampezzo e commossa vicinanza alla sua famiglia”. È quanto esprime la società SIMICO S.p.A. (la Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, responsabile della realizzazione delle opere connesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026), che attraverso una nota stampa, precisa che “si tratta di un cantiere che non è di propria competenza. SIMICO, come tutti, attende che gli organi competenti svolgano le necessarie indagini al fine di accertare quanto accaduto”.
“La morte sul lavoro di Pietro Zantonini, il vigilante stremato dal freddo a Cortina d’Ampezzo, in un cantiere dei Giochi di Milano, ci addolora. Nell’esprimere il nostro profondo cordoglio alla sua famiglia, riteniamo inaccettabili queste condizioni di lavoro, tanto estreme da mettere a rischio la vita. Visto che nessun altro soggetto evidentemente è stato in grado di monitorare, ci auguriamo che la magistratura faccia chiarezza e stabilisca velocemente le responsabilità. Le Olimpiadi invernali sono un sistema complesso i cui costi esorbitanti sono a carico prevalentemente dello Stato, tra questi non è ammissibile che ci sia anche quello della vita di un lavoratore”. Così Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera.