Roma – Ora legale tutto l’anno. Si riapre, per l’ennesima volta, la discussione su ora legale sì ora legale no. E così come esiste il nutrito fronte di chi vorrebbe abolire del tutto l’ora legale e passare all’ora solare permanente, c’è anche un fronte opposto che vorrebbe invece mantenere per sempre l’ora legale, tutto l’anno. Per risparmiare sulle bollette, innanzitutto. E sostiene che la maggior parte dei cittadini sarebbe d’accordo. A tornare alla carica, oggi, per chiedere il mantenimento permanente dell’ora legale sono la Sima (Società italiana di medicina ambientale) e l’associazione Consumerismo no profit. Chiedono che si studi meglio la questione, che si faccia “un’indagine conoscitiva” in Parlamento, e hanno consegnato le firme raccolte a sostegno della loro richiesta: che sono 352 mila. Tanti sono i cittadini che hanno firmato per rendere permanente l’ora legale. “E ogni giorno se ne aggiungono”, giurano Sima e Consumerismo no profit. Motivo? Non solo si eviterebbero fastidiosi problemi di salute e disturbi del sonno, ma si guadagnerebbe energia elettrica e soprattutto luce. Con tutto ciò che questo significa: più sport, più aperitivi, meno criminalità. Unico ‘neo’ della faccenda è il fatto che mantenendo l’ora legale tutto l’anno, per qualche mese l’anno in alcune regioni più a nord (come Piemonte o Valle d’Aosta) la luce arriverebbe solo intorno alle 8.30. Vabbe’. Intanto la proposta è di studiare la cosa.
Quello che oggi formalmente hanno chiesto la Sima (Società italiana di medicina ambientale) e Consumerismo no profit è un’indagine conoscitiva in commissione Attività produttive alla Camera per verificare “i benefici del passaggio all’ora legale permanente“. Della richiesta si è fatto carico il deputato della Lega Andrea Barabotti. Per realizzare l’indagine c’è tempo fino al 30 giugno 2026, poi si dovrebbe passare alla proposta normativa e a un periodo di “sperimentazione”.
Di fatto, dunque, il leghista Barabotti si mette alla testa di “una piccola rivoluzione di buon senso che tocca trasversalmente tutti gli italiani e garantisce un’ora di luce in più ogni giorno“. In commissione potrebbero sfilare “parti sociali, rappresentanze economiche, esperti, accademici”, tutto “perché l’Italia possa assumere il miglior interesse per i nostri cittadini”. Barabotti ricorda che “l’84% dei cittadini europei si è detto favorevole” e lui è già “certo che ci siano benefici: gli Stati Uniti hanno fatto sperimentazioni e hanno avuto un calo della criminalità e dei benefici economici”, sottolinea.
Alessandro Miani, presidente di Sima, parla da medico: “Ogni volta che cambiamo l’ora andiamo a stravolgere i ritmi circadiani: abbiamo più sonnolenza, perdiamo concentrazione, aumentano gli stati depressivi e di ansietà. Alcuni soggetti più deboli portano con sé anche un incremento di infarti e ictus”. Quindi “un’ora in più di luce vuol dire più serotonina, l’ormone anti stress; vuol dire meno reati, più sport all’aperto”.
Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo, si concentra più sulle motivazioni sociali. “Può apparire come un’iniziativa apparentemente folle, ma c’è un grandissimo consenso. Abbiamo raccolto 353.592 firme ma ogni giorno se ne aggiungono. Un’ora di luce vuol dire più sicurezza, più sport all’aperto, più aperitivi e anche un risparmio sulle bollette”. Ora, aggiunge, “vogliamo che sia il Parlamento ad acquisire tutte le informazioni per abrogare questa maledetta alternanza e a capire quale sia il miglior modello”.
Un problema esiste, ammette Gabriele. Con l’ora legale permanente “per due mesi l’anno, da metà novembre a metà gennaio gli abitati del nord ovest, di Piemonte e Val d’Aosta, avrebbero il buio fino alle 8.30 del mattino…”. Barabotti precisa che “tra i colleghi con cui ho parlato la percentuale dei favorevoli è intorno al 90%“, ma questa è “una posizione mia, il partito è d’accordo col promuovere l’indagine conoscitiva, ma non vogliamo politicizzare la proposta, è un’iniziativa istituzionale. Vogliamo sentire la scienza, non mettere un cappello politico”.