Roma – Le Ong non possono scegliere in autonomia i porti e i Paesi nei quali attraccare”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, durante l’informativa in Senato. “Le navi – aggiunge – continuano a rappresentare, per i migranti, un fattore di attrazione” e la “loro presenza è rilevante anche per le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza delle navi delle Ong nell’area”.
Durante l’informativa, il ministro dell’Interno è tornato anche sulla questione ‘Ocean Viking’. La nave, decidendo “spontaneamente” di far rotta verso la Francia, secondo Piantedosi ha preso “una decisione che ha creato attriti non voluti dal governo” italiano.
In merito alla gestione dei flussi migratori, il ministro ha ribadito che: “L’azione del governo è e resterà ispirata all’umanità e alla fermezza. In Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti”.
“Siamo per attivare corridoi umanitari per le persone vulnerabili, da usare come leva anche per i Paesi di origine e transito dei flussi”, ha spiegato. Dobbiamo creare percorsi legali di ingresso per i Paesi che collaborano alla prevenzione delle partenze illegali ed ai rimpatri, con un meccanismo premiale a favore dei Paesi più impegnati nel contrasto all’immigrazione illegale”.
Piantedosi ha spiegato che “gli arrivi quest’anno sono stati oltre 90mila, il 60% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Un dato che incide pesantemente sul sistema di accoglienza già provato dagli arrivi di profughi in fuga dalla guerra dall’Ucraina, circa 172mila. Nei centri di accoglienza ci sono 100mila migranti. Le prefetture segnalano una situazione di saturazione dei posti”.