Roma – Scudo penale, stretta sui coltelli e daspo: sono alcune delle misure previste nel testo del “pacchetto sicurezza” su cui il governo è al lavoro. Oggi, martedì 3 febbraio, nell’Aula di Montecitorio, alle 14, è attesa un’informativa urgente del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna, sabato scorso. Mentre giovedì 5 febbraio (e non domani, come previsto in un primo momento) sul tavolo del Consiglio dei ministri sarà discusso un provvedimento ritenuto “urgente e indifferibile”, da approvare in pochi giorni dunque, secondo i desiderata di Palazzo Chigi. La guerriglia e le violenze al corteo di Torino per Askatasuna di sabato scorso e la sparatoria a Rogoredo, in cui 4 poliziotti sono finiti indagati, ma anche l’imminente apertura delle Olimpiadi invernali: questo è il quadro in cui si inserisce il decreto che mira a portare velocemente una stretta sulla sicurezza.
Il “pacchetto” di norme per attuarla è stato ieri al centro del vertice convocato dalla premier Giorgia Meloni con i sottosegretari Mantovano e Fazzolari, i ministri Piantedosi, Tajani, Crosetto e Nordio e i vertici delle Forze dell’ordine, dopo che le violenze al corteo di Askatasuna a Torino e, in particolare, l’aggressione al poliziotto Alessandro Calista da parte di un gruppo di manifestanti, hanno alzato l’allarme. Proprio dal vertice di ieri, diverse sono le indiscrezioni che hanno anticipato i temi e le misure che il governo intende inserire nel decreto. Dal potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani al rafforzamento delle forze di polizia, poi lo scudo penale per gli agenti che agiscono per legittima difesa: questi sono alcuni dei punti che si vogliono inserire nel decreto.
Tra i provvedimenti più discussi, e sui cui si teme il veto del Quirinale per i dubbi sulla costituzionalità, la norma sul cosiddetto fermo di prevenzione che consentirebbe alle forze dell’ordine di trattenere fino a 12 ore, in occasione di servizi di prevenzione per manifestazioni pubbliche, persone “sospettate di costituire un pericolo”. Il rischio paventato è quello di scontrarsi con il diritto, costituzionalmente previsto, di manifestare. Per i tecnici dei ministeri compenti sono impegnati a trovare una formulazione che superi ogni possibile obiezione del Quirinale.
Le norme che andrebbero a comporre il pacchetto sicurezza sarebbero più di una sessantina. Si parla dell’ipotesi di una cauzione per chi organizza le manifestazioni, idea caldeggiata dalla Lega, ma su cui Forza Italia storce il naso. Il daspo dalle manifestazioni per chi ha una condanna o una denuncia per reati contro la persona e il patrimonio, il divieto di coltelli per under 18. Le norme sarebbero contenute in un decreto e in un disegno di legge. L’urgenza poi è dettata, non solo dalla recente guerriglia di Torino, ma anche dall’imminente apertura delle Olimpiadi invernali: da venerdì 6 febbraio si teme un nuovo fronte caldo di manifestazioni e scontri, in cui l’annuncio della presenza di agenti dell’Ice ha alzato le temperature.
Al termine del vertice di ieri, durato poco più di un’ora, la premier Giorgia Meloni ha teso la mano alle opposizioni, invitando a superare ed evitare divisioni. Una nota di Palazzo Chigi infatti invita “in questa delicata fase” a “una stretta collaborazione istituzionale”. Non solo, dall’esecutivo viene dato mandato ai capigruppo di maggioranza di proporre a quelli di minoranza “la presentazione di una risoluzione unitaria in tema di sicurezza, che potrebbe essere votata già questa settimana in occasione delle relazioni” in Parlamento di Piantedosi.