Roma – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi generalizzati imposti dal presidente Donald Trump, che erano stati introdotti facendo ricorso a una legge pensata per situazioni di emergenza nazionale. La notizia è in apertura dei siti di informazione americani. I giudici hanno respinto una delle tesi più controverse sull’estensione dei poteri presidenziali. La decisione ha implicazioni di rilievo per l’economia globale.
La sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti è stata “profondamente deludente”: lo ha detto il presidente Donald Trump, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Al centro delle sue dichiarazioni la decisione dei giudici che hanno invalidato i dazi sulle importazioni. Trump ha detto di vergognarsi di “alcuni membri della Corte per non aver avuto il coraggio di fare ciò che è giusto per il nostro Paese”.
Il presidente Donald Trump ha sostenuto che la Corte suprema degli Stati Uniti è “influenzata da interessi stranieri”, senza però fornire prove al riguardo. Le sue dichiarazioni sono state rese durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, dopo la sentenza sui dazi, introdotti con misure di emergenza.
Il presidente degli Stati Uniti, ha poi detto che la sentenza della Corte suprema non ha annullato i dazi in generale ma solo uno specifico utilizzo dell’International Emergency Economic Powers Act, che secondo i giudici non gli conferiva il potere che sosteneva di avere. Trump ha aggiunto che, nel tentativo di “proteggere” gli Stati Uniti, imporrà dazi più elevati facendo ricorso ad altre disposizioni di legge. Con effetto immediato, il presidente ha detto di aver firmato un ordine esecutivo per introdurre un dazio globale del 10% utilizzando la sezione 122, prevista dal Trade Act del 1974. Secondo Trump, i dazi precedentemente imposti resteranno in vigore e sono dunque “pienamente efficaci”.
Su X il vice portavoce capo dell’esecutivo Ue, Olof Gill, ha scritto: “Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Rimaniamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per ottenere chiarimenti sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza. Le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle”.