Ancona – “Esprimiamo piena soddisfazione per il risultato raggiunto sulla nuova classificazione dei Comuni montani, che riconosce finalmente l’identità, le specificità e le reali condizioni dell’Appennino marchigiano. Inclusi 78 comuni del nostro territorio regionale”.
Così i consiglieri regionali della Lega Renzo Marinelli, Andrea Maria Antonini e Nicolò Pierini commentano l’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni che fissa a 350 metri la soglia di “montanità”, integrata da criteri morfologici e territoriali.
“In queste settimane – abbiamo ripetutamente interloquito con il ministro Roberto Calderoli, che ringraziamo per l’ascolto e per la disponibilità dimostrata, evidenziando con forza le peculiarità dell’Appennino e dei Comuni marchigiani, che non possono essere classificati esclusivamente sulla base di un mero parametro altimetrico. È stato fondamentale far comprendere l’importanza di mantenere negli entroterra la classificazione come Comuni montani e Unioni montane, perché un’impostazione diversa avrebbe rischiato di danneggiare in modo molto incisivo le comunità locali, gli agricoltori e i cittadini che ancora oggi scelgono di vivere e lavorare nelle aree interne. Il rischio concreto era quello di penalizzare territori già fragili, escludendoli da politiche e risorse fondamentali. Il risultato ottenuto dimostra la bontà del lavoro svolto dal Ministero, dal Governo e dalla Regione Marche, che ha saputo portare in sede nazionale una proposta equilibrata e concreta. È la conferma dell’importanza e della produttività della filiera di governo e della sinergia tra Governo e Regione, quando si lavora con obiettivi chiari e nell’interesse dei territori. Le zone montane rappresentano un patrimonio fondamentale non solo dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma anche sociale, economico e produttivo. Difendere la montagna significa contrastare lo spopolamento, garantire servizi essenziali e sostenere comunità che presidiano il territorio e svolgono una funzione strategica per l’intera regione.
”Questo provvedimento – concludono Marinelli, Antonini e Pierini– si inserisce pienamente in una strategia più ampia che è alla base dell’azione regionale: dalla valorizzazione delle aree interne al recupero dei borghi, dai progetti legati all’agricoltura e al turismo fino al rilancio delle infrastrutture, troppo spesso dimenticate per decenni dalla sinistra. Ora si apre una nuova fase: sarà fondamentale capire se e come la Regione potrà concedere deroghe per i Comuni che dovessero restare esclusi dai criteri nazionali, valutando caso per caso le reali esigenze socioeconomiche e territoriali. Su questo fronte la Lega continuerà a lavorare, convinti che le aree interne rappresentano un valore aggiunto fondamentale per l’intera Regione”.