Fano (PU) – “La sentenza del Tar rappresenta una notizia di grande importanza e un risultato che accogliamo con soddisfazione. È una decisione che premia il percorso portato avanti dal Comune di Fano e da Aset e che restituisce finalmente chiarezza su una vicenda strategica per il futuro della nostra azienda pubblica e dell’intera città”.
Lo dichiarano il sindaco Luca Serfilippi, il vicesindaco Loretta Manocchi e il presidente di Aset Spa, Giacomo Mattioli, commentando la decisione del Tribunale amministrativo che ha accolto il ricorso presentato da Aset e dal Comune di Fano.
“Si tratta di un pronunciamento particolarmente significativo, perché riconosce la fondatezza delle ragioni sostenute da Aset e dall’Amministrazione comunale e rafforza in modo netto il quadro di riferimento entro cui l’azienda potrà continuare a operare. È un passaggio che consolida il valore di Aset, confermando il ruolo centrale che questa realtà pubblica riveste per Fano”.
Serfilippi, Manocchi e Mattioli parlano di “un esito che dà forza, stabilità e prospettiva”, sottolineando come la sentenza rappresenti “un punto fermo molto atteso, capace di dare maggiore solidità al futuro dell’azienda e di rafforzare una delle realtà più importanti per i servizi e per gli equilibri complessivi del territorio. Ringraziamo tutto il team che ha supportato la difesa, dagli avvocati Clini e Romoli, a tutti i dirigenti di Aset e il direttore Celani”.
“Questa pronuncia – aggiungono – ha anche un valore più ampio, perché difende e valorizza un patrimonio pubblico che appartiene alla comunità fanese. Per questo la soddisfazione è grande: oggi esce rafforzata Aset, ma esce rafforzata anche Fano”.
Accanto alla soddisfazione per il pronunciamento del Tar, sindaco, vicesindaco e presidente di Aset richiamano però l’attenzione su un altro tema non più rinviabile: “Rimane prioritario il nodo della saturazione degli impianti. Per questo la votazione di domani in Ata è fondamentale per riaprire un confronto serio a livello provinciale insieme agli altri sindaci. Serve responsabilità e serve una visione concreta, perché il tema del ciclo dei rifiuti non può essere affrontato con rinvii continui. Se continuiamo a inseguire soltanto le posizioni dei comitati, senza assumere decisioni strutturali, il rischio è quello di restare fermi e di scaricare i costi dell’immobilismo su famiglie e imprese, con un inevitabile aumento della Tari. È uno scenario che va evitato con scelte coraggiose e lungimiranti”.
“L’obiettivo – concludono Luca Serfilippi, Loretta Manocchi e Giacomo Mattioli – deve essere quello di difendere e valorizzare Aset, che oggi esce indiscutibilmente più forte da questa sentenza, e allo stesso tempo costruire a livello provinciale una strategia seria ed efficace sul ciclo dei rifiuti, nell’interesse del territorio e della sua tenuta economica e sociale”.