Fano (PU) – «È completamente infondata l’idea che questa Amministrazione voglia eliminare il prolungamento orario nelle scuole comunali 0-6. Stiamo facendo l’esatto contrario: abbiamo investito più risorse e stiamo trasformando una sperimentazione fragile in un servizio strutturato, più organizzato, più capillare e più garantito. La conciliazione vita-lavoro è un bisogno reale di tante famiglie e una responsabilità pubblica». Così l’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Fano, Loredana Maria Laura Maghernino, risponde all’interrogazione del consigliere comunale Samuele Mascarin sul prolungamento dell’orario scolastico a pagamento.
«In questi mesi abbiamo scelto di dare stabilità e qualità al servizio: abbiamo esteso l’orario fino alle 18.00 sia per i nidi sia per le scuole dell’infanzia, ampliato il calendario fino al 30 giugno e rafforzato la copertura territoriale, attivando il prolungamento in quattro scuole dell’infanzia (prima erano tre). Abbiamo anche aumentato l’accessibilità, abbassando la soglia minima per l’attivazione nelle scuole dell’infanzia da 20 a 10 richieste; anticipato le iscrizioni a febbraio, così da consentire alle famiglie una programmazione reale; e introdotto maggiore flessibilità nell’uscita, perché il prolungamento deve essere una risposta concreta e davvero utile ai genitori».
Maghernino entra poi nel merito della compartecipazione economica: «Parliamo di un servizio aggiuntivo e opzionale, a domanda individuale, che richiede personale e organizzazione. La tariffa non nasce per “fare cassa”, ma per garantire sostenibilità e soprattutto per correggere una distorsione che i numeri, negli anni, hanno reso evidente: con la gratuità totale si registravano molte richieste, ma una frequenza effettiva spesso molto bassa. Questo significa che risorse pubbliche venivano impegnate per mantenere attivo il servizio a fronte di presenze ridotte, con tassi di assenteismo molto elevati».
«I dati dei Servizi Educativi parlano chiaro. Nell’anno scolastico 2022/2023, con servizio gratuito, a fronte di 135 iscritti la frequenza media è stata di 22 bambini: in pratica frequentava realmente circa il 16%, mentre l’84% degli iscritti risultava assente. Nell’a.s. 2023/2024, sempre gratuito, si sono registrate 87 richieste con 26 bambini di frequenza media: circa il 31% di frequenza effettiva. Nell’a.s. 2024/2025, gratuito ma con clausola di decadenza in caso di mancata fruizione, le richieste sono state 84 e la frequenza media 35: nonostante le clausole, il 62% degli iscritti continuava a non frequentare. Nell’a.s. 2025/2026, con l’introduzione della tariffa, a fronte di 45 iscritti la frequenza media è salita fino al 58%. È un dato importante: significa che oggi il servizio viene utilizzato soprattutto da chi ne ha davvero necessità, evitando sprechi legati a organizzazione e costi per presenze che poi non si concretizzano».
«È vero che le iscrizioni risultano inferiori rispetto all’anno precedente, ma questo dato va letto correttamente: non come un “collasso”, bensì come il passaggio da una richiesta spesso occasionale a un utilizzo più coerente e continuativo. Il nostro obiettivo è mantenere il prolungamento come uno strumento stabile e credibile, non come un’opzione fragile che rischia di essere percepita come non essenziale perché, nella realtà, non viene fruita».
Sul fronte dell’equità sociale, l’assessore chiarisce la prospettiva per il prossimo anno scolastico: «Non ignoriamo le difficoltà delle famiglie più fragili. Proprio per questo intendiamo introdurre correttivi che rendano il sistema più giusto: la direzione è prevedere la gratuità totale per le fasce ISEE fino a 6.000 euro e, sulla base del monitoraggio di iscritti e frequenze, valutare una retta ridotta per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro. È la strada che consente di tutelare chi è in difficoltà senza rinunciare alla qualità e alla sostenibilità di un servizio che vogliamo garantire nel tempo».
«Questa è la linea: nessun taglio, nessuna chiusura. Più risorse, più organizzazione, più estensione, più copertura e più tutela per chi ha meno. Il prolungamento orario non viene smantellato: viene consolidato», conclude Maghernino.