“Devastazione sul Catria”, protesta al convegno di Pergola sulla valorizzazione delle aree interne

14 Luglio 2020 // di // Comments

Pergola (PU) – “Devastazione sul Catria, saccheggio della sanità – grazie Regione”. E’ questo il testo dello striscione che è stato esposto dal loggione del teatro “Angel Dal Foco” di Pergola dai volontari del Centro Sociale sQuola e dell’ass.ne La Lupus in Fabula sabato 11 luglio in occasione del convegno organizzato dal comune di Pergola dal tiolo “Ripartire dalle aree interne: la voce dei comuni tra Patto dei Sindaci, Progetto Appennino e Snai”.

“La protesta pacifica – si legge in una nota di sQuola e La Lupus in Fabula – era nei confronti di quei politici regionali e locali, presenti in sala, che sono stati i principali sponsor dei lavori che hanno causato i noti scempi ambientali sul monte Acuto e che hanno fatto ben poco per arrestare lo svuotamento degli ospedali dell’entroterra. In particolare si voleva evidenziare che danneggiare l’ambiente montano in modo irrimediabile come è accaduto sulla più nota montagna pesarese, non porta alcun sviluppo, zero occupazione, e compromette la principale vocazione economica di quelle aree, che è il turismo. Dal convegno purtroppo sono emersi alcuni progetti che destano nuovamente sconcerto e preoccupazione. Il Presidente dell’UNCEM Marche, Michele Maiani, ha annunciato che i soldi delle compensazioni ambientali versati da Autostrade Spa alla Regione Marche, come indennizzo per i danni ambientali causati dai lavori della terza corsia, non saranno utilizzati per creare nuovi boschi, ma per fare manutenzione dei boschi montani esistenti, ovvero per tagliare altri alberi e fare legna da ardere. Secondo Maiani se i boschi non sono gestiti causano dissesto idrogeologico e frane, non trattengono le acque piovane e non sono funzionali a combattere il riscaldamento climatico. Dal momento che è vero l’esatto contrario, ci chiediamo se Maiani è in buona fede o è manifestamente in mala fede. La Lupus e il C.S. sQuola faranno di tutto per contrastare scelte che portano alla perdita di valore ambientale e turistico delle aree montane e compromettono il benessere delle future generazioni”.