Enrico Lo Verso a Sassocorvaro porta in scena “Uno nessuno centomila”

21 Novembre 2017 // di // Comments

Sassocorvaro (PU) – Prosegue la tournée italiana e approda nelle Marche Uno Nessuno Centomila, interpretato da Enrico Lo Verso e diretto da Alessandra Pizzi, entrambi Premio Franco Enriquez 2017 per il migliore attore e per la migliore regia. Giovedì 30 novembre alle 21, lo spettacolo andrà in scena all’Auditorium Comunale di Sassocorvaro, in provincia di Pesaro Urbino.

Acclamato dalla critica e dal pubblico, soprattutto dei più giovani, Uno Nessuno Centomila sta riscuotendo ovunque grande successo: oltre 100 repliche e più di 70.000 spettatori, sold-out quasi ovunque ne sono la dimostrazione. A 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, Uno Nessuno Centomila è un doveroso omaggio al più celebre dei suoi romanzi, il “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”, quello che sintetizza meglio il pensiero di uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi.

Uno Nessuno Centomila è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporarla, la vita.

Avrebbe voluto che Pirandello fosse vivo, spiega Alessandra Pizzi, per mostrargli la grandezza della sua parola, l’attualità del suo messaggio, chiedendosi, nell’osservare l’immobilità del pubblico ad ogni spettacolo, se Pirandello fosse mai stato consapevole delle conseguenze che avrebbe potuto produrre la tumultuosa portata dello stesso.

Da qui l’idea di una nuova ed originale messa in scena volta a rendere la perennità del messaggio pirandelliano, l’atemporalità del protagonista, uomo di ieri, di oggi, di domani.

In forma di monologo, il testo è affidato al racconto e alla bravura di Enrico Lo Verso che, dopo anni di assenza dal teatro, torna sul palcoscenico per dar vita ad un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”, e ai personaggi del romanzo, in un allestimento minimale ma mutevole in ogni contesto. Una sorta di seduta psicoterapeutica, da cui ci si sente irrimediabilmente attratti, per affondare le mani nella propria mente, inconsapevoli degli scenari che potrebbero aprirsi.