I Vescovi delle Marche: “Funerali a porte chiuse e via l’acqua benedetta dalle acquasantiere”

26 Febbraio 2020 // di // Comments

Fano (PU) – I Vescovi delle Marche facendo seguito all’ordinanza n.1 del 25 febbraio 2020 del Presidente della Regione Marche, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, hanno deciso di adottare alcune disposizioni per prevenire il contagio nelle chiese.  Tra le varie precauzioni troviamo nella nota: “Attenersi sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in volumi ristretti e per lungo tempo. Le chiese rimangano aperte al culto e alla preghiera individuale; Sono sospese le celebrazioni eucaristiche feriali e festive fino al 4 marzo 2020; Per i funerali, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie nella forma breve e con i parenti stretti; Nelle S. Messe anche private si ometta il segno di pace e si riceva la S. Comunione sulla mano, e non in bocca; Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere; Le benedizioni Pasquali sono sospese fino al 4 Marzo 2020; Per questa settimana sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione; I servizi della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali che prevedono contatto con il pubblico siano sospesi”.

“Siamo tutti interessati – sottolineano i Vescovi delle Marche – ad affrontare con determinazione, senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune. Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi. Molte nostre riunioni non si potranno svolgere. Questo ci aiuterà a comprenderne il valore con maggiore profondità e ad avere più tempo per la riflessione e la preghiera personale. Sentiamo la vicinanza premurosa di Gesù, medico buono degli uomini, del quale sperimentiamo la solidarietà e la protezione. In questo periodo non potremo riunirci fisicamente per le celebrazioni nei nostri luoghi abituali. Cerchiamo di vivere questo tempo forte di Quaresima in unità di cuori e di preghiera, ricordando soprattutto i malati, quanti sono colpiti dal Coronavirus e quanti in modi diversi si adoperano per limitarne le conseguenze, in particolare il personale sanitario e di ricerca scientifica”.