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Il colpo di frusta

10 Dicembre 2018 // di // Comments

Quanti di voi cari lettori ha subito almeno una volta nella propria vita il cosiddetto “colpo di frusta”? Ebbene questa settimana il mio articolo parlerà proprio di questo.

Il colpo di frusta non è altro che un evento traumatico che coinvolge il rachide cervicale, nella stragrande maggioranza dei casi, insorge in seguito ad un movimento brusco del capo che oltrepassa i limiti fisiologici di escursione articolare.

Se immaginiamo il collo come una struttura stabilizzata da una rete fitta di elastici, possiamo con immediatezza capire quali siano sia le origini che le conseguenze del colpo di frusta. Quando la testa subisce una forte accelerazione, il limite di resistenza degli elastici viene superato e le singole fibre si sfilacciano sempre più fino alla completa lacerazione (nel caso in cui si verifica appunto lo strappo muscolare).

Per fortuna nella maggior parte dei casi il trauma non è così violento da provocare la rottura delle fibre muscolari e nel più tipico e caratteristico colpo di frusta si verifica, come dicevamo poc’anzi, un semplice stiramento dei muscoli e dei legamenti cervico-nucali.

Quando si vanno ad analizzare le possibili conseguenze del colpo di frusta è sempre doveroso esaminare la complessità del tratto cervicale considerando sia il punto di vista anatomico che fisiologico.

In questa parte del corpo decorrono molti vasi e nervi indispensabili per la vita dell’individuo; non a caso suddette strutture sono avvolte da una solida impalcatura ossea, muscolare e legamentosa che le protegge nel caso in cui si presentino dei traumi.

L’entità della lesione, ovviamente, è direttamente proporzionale all’intensità e alla violenza dell’impatto che congiuntamente ai sintomi e all’esame obiettivo, rappresenta la base per una corretta e precisa diagnosi.

Inoltre il nostro corpo possiede la capacità di rigenerare i tessuti lesi anche se questi non raggiungeranno mai il livello di efficienza degli originali.

Bisogna dire che questo tipo di lesione è maggiormente frequente negli incidenti automobilistici, specialmente in quelli in cui il veicolo subisce un brusco e violento tamponamento.

In effetti, quando una macchina viene tamponata, il sedile ed il conducente subiscono una forte accelerazione che li proietta in avanti. Il peso del capo, per inerzia, tende a conservare la posizione di partenza e, nel momento in cui il resto del corpo viene spinto in avanti, la testa viene pressata contro il poggiatesta (danno da ipertensione). Dopodiché il capo viene proiettato in avanti ad una velocità superiore rispetto al resto del corpo (in questo caso si parla di danno da iperflessione).

Se ad esempio, invece, la vettura non ha il poggiatesta o questo non è regolato come si deve, il danno da iperflessione sarà più grosso ed è più grave in assenza di airbag in quanto la testa non verrà frenata nella sua corsa ed andrà a sbattere con violenza contro il volante.

Il colpo di frusta si può presentare anche a seguito di eventi traumatici correlati ad incidenti di altra natura o a sport praticati; in queste circostanze l’impatto avviene con più facilità in direzione obliqua facendo sì che il capo si proietti lateralmente causando danni vertebrali più consistenti.

Come accennavamo in precedenza, anche se nei colpi di frusta di media entità si hanno solamente delle lesioni muscolari e ligamentose con un coinvolgimento limitato delle strutture articolari, questi traumi non devono essere comunque presi alla leggera perché le loro negative conseguenze si possono manifestare anche nei giorni successivi con la comparsa della cosiddetta “contrattura muscolare da riflesso protettivo”.

Si ha a che fare con un meccanismo di difesa che mette in atto il nostro corpo contraendo la muscolatura cervico-nucale. In questa maniera, se da una parte tutti i movimenti in grado di peggiorare la situazione vengono impediti, dall’altra i processi di riparazione cellulare sono capaci di procedere senza particolari problematiche.

Il colpo di frusta in linea di massima è caratterizzato da:

  • Dolore cervicale (noto come cervicalgia);
  • Rigidità dei muscoli del collo ma anche del dorso;
  • Mal di testa;
  • Ronzii alle orecchie;
  • Limitazione nei movimenti.

Se i traumi di natura muscolare, ossea e ligamentosa sono piuttosto frequenti, altrettanto non si può dire per quelli a carico delle strutture nervose. Tuttavia mano a mano che l’entità del trauma aumenta, le lesioni possono interessare anche il disco intervertebrale e le strutture adiacenti con la comparsa di altri sintomi quali:

  • Parestesie (formicolii);
  • Brachialgie;
  • Sciatalgie.

Nelle situazioni più critiche si possono presentare dei problemi anche per quanto concerne l’equilibrio fisiologico del bacino, della colonna vertebrale e addirittura dell’articolazione

Temporo-mandibolare

La situazione peggiore però si verifica quando il colpo di frusta è associato a vere e proprie rotture ligamentose, erniazioni discali e fratture vertebrali; in questi casi la situazione di gravità della lesione esula dalla definizione di colpo di frusta che abbiamo visto connotarsi da lesioni abbastanza superficiali.
Basta pensare ad esempio che una rottura del midollo spinale contenuto nelle vertebre cervicali provoca una paralisi degli arti e se si presenta al livello di C1-C2 è fatale addirittura.

I fattori che vengono chiamati in causa durante un incidente sono talmente variegati da richiedere differenti trattamenti terapeutici da individuo a individuo.

Generalmente un calo della forza nella prensione, un deficit sia di coordinazione che dei riflessi dei tendini, sono degli elementi che già ad un primo e rapido esame clinico fanno presagire il fatto che vi sia un coinvolgimento delle strutture nervose.

In questi casi, specialmente se l’impatto è stato particolarmente violento, è buona cosa essere chiari e dettagliati nel riferire con esattezza i sintomi e la dinamica dell’incidente al personale sanitario che poi provvederà ad effettuare esami diagnostici quali radiografie e TAC al fine di evidenziare l’entità effettiva delle lesioni.

Dato che molti sintomi compaiono solo dopo diverse ore dal trauma, si consiglia di rivolgersi preventivamente al pronto soccorso più vicino anche in assenza di dolore. Soltanto una visita specialistica potrà così diagnosticare la reale entità del colpo di frusta e prescrivere le terapie più opportune.

Inizialmente il riposo è il mezzo di guarigione più efficace; In questa fase andranno limitati al massimo i movimenti del collo e della testa. Spesso il primo provvedimento preso dal medico è proprio quello di applicare il collarino che con la sua azione di sostegno protegge il tratto cervicale sia da movimenti incongrui sia da sollecitazioni di altro genere.

Grazie all’immobilità l’infiammazione tissutale può regredire piano piano specialmente se viene abbinata a farmaci opportuni.

I medicinali più utili al fine di curare il colpo di frusta sono infatti quelli che hanno un’azione antiflogistica, antidolorifica e miorilassante (FANS). Nel caso in cui il dolore sia talmente forte da interferire con il vostro riposo notturno o creerà particolari stati ansiogeni, vengono prescritti anche farmaci tranquillanti e sedativi.

Cessata la fase del trauma più intensa/acuta (dalla durata di una ventina di giorni al massimo), si abbandonano l’uso dei farmaci e viene eliminato anche il collare e, in questo momento del processo di riabilitazione, vengono introdotte invece terapie fisiche e manipolazioni.

Se dobbiamo dirla tutta, l’effetto benefico di alcuni tipi di trattamento è valido nella fase acuta, c’è ad esempio chi consiglia di sottoporsi a queste terapie già dopo poche ore dal trauma. C’è da dire che si tratta però di operazioni piuttosto complesse e rischiose soprattutto se vengono eseguite da una persona che ha una scarsa esperienza, per questa ragione nella maggior parte dei casi, si tende ad aspettare che l’infiammazione almeno parzialmente regredisca.

È importante tenere in considerazione il fatto che un riposo particolarmente eccessivo in aggiunta all’uso del collare, tende a ritardare il processo di guarigione cronicizzando i sintomi, andando ad inattivare di fatto, l’azione della muscolatura che la rende inefficace a fronteggiare le sollecitazioni a cui sarà sottoposta poi in mancanza del sostegno artificiale.

Le terapie fisiche sono utili per agevolare ed accelerare il processo di guarigione grazie al loro potere analgesico e curativo. Quelle che vanno per la maggiore sono: l’elettroterapia, la ionoforesi, la laserterapia, la chinesiterapia ed i massaggi decontratturanti. Aumentando l’afflusso di sangue nella regione interessata, tutti questi trattamenti consentono di riguadagnare la salute perduta in tempi molto brevi.

Discorso a parte meritano le terapie manuali che si accompagnano all’intervento di fisioterapisti, massofisioterapisti, kinesiologi, osteopati; è importante che il paziente sappia scegliere bene la figura professionista che si curi di lui assicurandosi preventivamente della sua esperienza e del grado di professionalità.

Seguire un percorso di riabilitazione dopo un colpo di frusta è di fondamentale importanza perché garantisce un migliore recupero dell’infortunio e senza questo genere di attenzione il dolore è in grado di cronicizzarsi e/o aggravarsi o ripresentarsi anche dopo diversi mesi creando non pochi disagi. Ecco spiegato il motivo di ricorrere solo e soltanto a figure professionali qualificate poiché sono in grado, dall’alto della loro esperienza, di personalizzare la terapia adattandola al singolo caso e tenendo conto di eventuali alterazioni strutturali preesistenti.

Giunti a questo punto possiamo porci una semplice domanda: come si può prevenire il colpo di frusta? Dal momento che la sua sintomatologia, come abbiamo detto in precedenza, è molto simile ai dolori cervicali, è buona cosa mettere in pratica delle precauzioni che siano in grado di proteggere il collo dalle innumerevoli sollecitazioni quotidiane.

Non è un caso infatti, che secondo alcune statistiche, la cervicalgia si posizioni al secondo posto tra le patologie di origine muscolo scheletrica e/o neuro muscolare più diffuse e dolorose.

Postura scorretta, posizioni errate assunte durante lo studio, il lavoro o il sonno, ansia, stress, colpi di freddo, sovraccarichi eccessivi e ripetuti sui muscoli del collo, rientrano tra le principali cause di dolore cervicale.

Oltre a stare attenti alle posizioni assunte durante la giornata, seguire un programma regolare di attività fisica, aiuta a prevenire ma anche a migliorare i sintomi della cervicalgia.

Possiamo dire innanzitutto che non esiste un’attività fisica specifica e che qualsiasi genere di sport che coinvolga gli arti superiori nel movimento può essere utile. Ovviamente alcuni esercizi mirati come quelli posturali, di mobilitazione della colonna, di coordinazione e di stretching hanno un effetto benefico superiore.

Errori nell’esecuzione o nella scelta degli esercizi possono peggiorare la situazione (caratteristico è l’aiutarsi con le mani tirando sul collo durante l’allenamento degli addominali). Per questo motivo è molto importante farsi seguire, almeno inizialmente, da un preparatore esperto che dovrà essere informato su eventuali condizioni patologiche.

Secondo quanto esposto possiamo dare degli utili e importanti consigli al fine di evitare di subire un colpo di frusta:

  • Quando si è in macchina è bene regolare sempre il poggiatesta posizionandolo in maniera tale che la parte superiore sia di circa 5 cm al di sopra del margine superiore dell’orecchio e tenere la schiena ben appoggiata al sedile. Busto e capo devono rimanere diritti poiché se il dorso e la testa sono curvi in avanti, la distanza tra l’occipite e il poggiatesta sarà troppo elevata per proteggere il capo dall’iperestensione.
  • In caso di colpo di frusta, rivolgersi tempestivamente al pronto soccorso più vicino al fine di verificare l’assenza di lesioni ossee e ligamentose;
  • Cercare di mantenersi in buona salute praticando regolare attività fisica, in questo modo la muscolatura cervicale acquisterà forza ed elasticità proteggendo tale zona in caso di trauma.

 

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