Sammy Marcantognini

Il rugby come strumento di crescita e formazione. Parola di psicologo

3 giugno 2016 // di // Comments

Fano (PU) – Prima del lato tecnico c’è quello umano. Prima di creare un atleta è importante creare un uomo e in quest’ottica diventano fondamentali gli schemi motori di base.

Il progetto Fano Rugby verte da sempre su questi principi grazie al lavoro di Sammy Marcantognini, vice presidente della società e responsabile del progetto educativo, nonché presidente Asi Marche e responsabile Asi settore Psicologia dello Sport.

“Gli schemi motori di base – spiega Marcantognini – sono i prerequisiti e i rudimenti dell’apprendimento motorio. Dopo i riflessi che il bambino si trova a poter disporre appena dopo la nascita per bisogni vitali (per esempio il riflesso di suzione per il nutrimento), gradualmente, nei primi mesi di vita si trova a sperimentare le forme primordiali di movimento volontario che si materializzano nel rotolare, strisciare andare a quattro zampe. Purtroppo negli ultimi anni, per abitudini culturali, i bambini camminano molto spesso troppo presto e iniziano a parlare a pochi mesi di vita ‘mentalizzando’ troppo velocemente il processo educativo”.

“L’esperienza corporea nell’infanzia – continua il dottor Marcantognini – è fondamentale perché permette un sano sviluppo oltre che cognitivo anche emotivo. Le emozioni stanno nel corpo e sono un vissuto, non un pensiero. Una completa esperienza di formazione emotiva si attua se il bambino gioca molto a terra. La mancata e non completa esperienza negli schemi motori di base può causare un non corretto sviluppo affettivo con conseguenti problematiche nell’adolescenza quali ad esempio depressione, disagio adolescenziale, aggressività non gestita”.

Nell’ottica di queste considerazioni, ecco che si inserisce il rugby, sport che può dare al bambino quel qualcosa in più rispetto ad altri sport: “Il rugby – conferma Marcantognini – ‘possiede’ tutti gli schemi motori di base insiti nella sua attività. Nella semplice pratica del gioco il giovane rotola, striscia, va in quadrupedia, cammina, corre, si arrampica, tira, spinge. Fondamentalmente tutti gli schemi motori di base sono coinvolti nel gioco e di conseguenza l’attività di per se diventa completa e quindi il bambino che gioca a rugby può sperimentare tutti i vari schemi motori di base semplicemente praticando il gioco. Tutti gli sport, se condotti da educatori validi e preparati, permettono uno sviluppo sano del fanciullo, ma va evidenziato che, appunto come detto sopra, il gioco del rugby coinvolge tutta questa fondamentale esperienza motoria semplicemente giocandolo. Inoltre il gioco del rugby è caratterizzato dal contatto fisico, altro elemento fondamentale per ciò che riguarda l’esperienza affettiva ed emotiva. Il contatto con l’altro permette al fanciullo di sentirsi, di sentire il proprio corpo e quindi le proprie sensazioni migliorando il proprio quoziente emotivo. Nel Fano Rugby continuamente facciamo formazione insieme ai nostri tecnici ed educatori riguardo a queste tematiche per migliorare la qualità della nostra proposta educativa, coinvolgendo in questa formazione-informazione anche i genitori”.

Chi pensa e vede il rugby come uno sport pericoloso, dunque, dopo queste considerazioni dovrà assolutamente ricredersi. Per toccare con mano la veridicità delle parole di Sammy Marcantognini, l’Asd Fano Rugby ricorda che sono ancora aperte le iscrizioni al Centro Estivo Sportivo Jump, progetto cui l’asd fanese ha aderito da anni facendo giocare e “formando” ogni estate centinaia di futuri uomini e perché no, futuri giocatori di rugby.