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La palestra in acqua con l’acquafitness

22 Ottobre 2018 // di // Comments

Oggi parliamo di Acquafitness, il cosiddetto fitness che si fa non in palestra ma bensì sott’acqua, una pratica che ormai sta diventando sempre più in voga in ogni parte del mondo.

È curioso sapere come già gli antichi erano dei fedeli estimatori dei benefici dei bagni come è dimostrato dalla presenza di numerose terme che i romani hanno costruito. Stessa passione non è dunque estranea nemmeno ai contemporanei dato che i bagni termali sono ancora parecchio diffusi e se nelle case hanno pian piano cominciato ad apparire con sempre maggior frequenza le vasche dotate di idromassaggio.

Bisogna dire però, che tali usi sono prettamente finalizzati a scopo terapeutico, riabilitativo o rilassante e, come detto, sono svolti in ambienti dedicati. La piscina al contrario era ed è vista come il luogo tradizionalmente dedicato al nuoto ma anche alla pratica d’esercitazioni a scopo riabilitativo e terapeutico e spesso quindi percepita come un’attività blanda e poco faticosa, tipo ginnastica dolce, per intenderci.

Negli ultimi anni tuttavia una convinzione sempre più diffusa è che l’acqua può rappresentare una validissima alternativa alla pratica del fitness in palestra. Come si sa, l’acqua è insieme all’aria un fluido, ma di quest’ultima è ben più densa. Proprio tale caratteristica conferisce all’acqua alcune proprietà fisiche che rendono l’esercizio fisico che si svolge in piscina del tutto peculiare da giustificare così la diffusione appunto dell’Acquafitness.

Con il termine Acquafitness si fa riferimento ad una tipologia di allenamento che prevede l’esecuzione di esercizi allo scopo di migliorare sia il tono muscolare che la mobilità articolare.

La cosiddetta ginnastica in acqua è importante in quanto oltre agli scopi appena menzionati, permette anche di migliorare la resistenza, la forza, la coordinazione e la mobilità, proprio appunto perché questo tipo di ginnastica si svolge contemporaneamente in due elementi diversi: l’acqua e l’aria come accennavamo sopra.

In linea di massima nell’Acquafitness gli esercizi che si effettuano in acqua (con profondità di almeno 80 centimetri), sono i medesimi che vengono svolti a terra (in palestra), ma quella che cambia è, per forza di cose, la velocità che è ridotta per la presenza della resistenza indotta dall’acqua. Come dicevamo, essendo l’acqua più densa rispetto all’aria questo fa sì che il vero attrezzo dell’Acquafitness, diciamo così, sia proprio l’acqua.

Dovete sapere che la resistenza che l’acqua appone ad ogni tipo di movimento è maggiore di 12 volte circa rispetto a qualsiasi esercizio condotto altrove.

In acqua dunque un corpo si viene a trovare in uno stato di gravità ridotta, infatti, grazie alla leggi di Archimede (un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato) e quindi maggiore sarà la parte del corpo immersa in acqua e minore sarà il peso del corpo rispetto al reale. Tutto ciò sta a significare che quando si sta dentro l’acqua si è sostanzialmente più leggeri; l’Acquafitness offre grandi vantaggi senza nessun tipo di controindicazione.

Certo è che con l’Acquafitness si deve stare ancora più attenti che con gli esercizi che si praticano in palestra; “sguazzare” in acqua non è sufficiente ma serve la giusta tecnica.

Ci si trova letteralmente con l’acqua alla gola, l’ideale sarebbe meglio che arrivasse fino al petto, ma il corpo va più a fondo e fluttua privo di stabilità quando in piscina perde il contatto e/o l’aderenza con il suolo. Per di più è estremamente faticoso esercitare pressione sott’acqua sui manubri di gomma e spingerli in avanti.

In buona sostanza l’Acquafitness ha erroneamente la fama di essere un workout leggero da praticare in piscina; le proprietà fisiche dell’acqua lo rendono invece un allenamento efficace in quanto per compiere i movimenti bisogna esercitare molta più forza rispetto a quando ci si trova a terra poiché la densità dell’acqua è di circa 800 volte superiore rispetto a quella dell’aria.

Inoltre, poiché l’acqua ha conducibilità termica elevata, il calore corporeo si disperde rapidamente e quindi per far fronte a questa perdita è necessaria un’attività costante.

Le considerazioni sopra esposte sono, come appare chiaro, il risultato di osservazioni empiriche e di conoscenze teoriche della fisica e dovrebbero trovare poi riscontro in informazioni certe e sperimentali che indichino quale sia il reale costo energetico di una lezione di Acquafitness.

In realtà è particolarmente difficile fare affermazioni definitive sulle capacità allenanti tipiche di questa tipologia di esercizio e la difficoltà di reperire dati scientifici è determinata dal fatto che è complicato utilizzare apparati di misura del consumo di ossigeno (VO2), il principale parametro attraverso il quale si rileva la quantità di energia prodotta dall’organismo per effettuare un lavoro in un ambiente così particolare come la piscina.

Con l’Acquafitness si consuma energia divertendosi, infatti un allenamento ad alta intensità (anche di mezz’oretta), rende possibile bruciare fino a 300 chilocalorie, attiviamo e rinforziamo i muscoli in quanto lavoriamo contro la resistenza dell’acqua che frena i nostri movimenti. Al tempo stesso le nostre articolazioni non sono sottoposte ad eccessive sollecitazioni e si riducono i traumi e i microtraumi a livello osteo – muscolare che sono possibili negli esercizi dove si prevede uno spostamento verticale del baricentro (tipico della corsa e dei salti); immergendosi nell’acqua è come se si diventasse progressivamente più leggeri man mano che si aumenta la parte del corpo immersa.

Arrivati a questo punto, possiamo dire che esistono svariate tipologie di Acquafitness come: l’Acquagym che senza ombra di dubbio è quella più diffusa, dove il mix di esercizi di rafforzamento muscolare uniti a sessioni di resistenza da praticare con e senza galleggianti, rappresenta un allenamento ideale per tutto il corpo anche per la tonificazione della zona addominale, del tronco e dell’apparato locomotore.

L’Acquajump e/o Acquabouncing è un’altra variante di Acquafitness che consiste nel saltellare su di un trampolino sfidando la resistenza dell’acqua e mantenendo il corpo in equilibrio, si allena sia la potenza muscolare che la stabilità. Ancora, l’Acquajogging o Deep water running: una cintura di gommapiuma ha la funzione di galleggiante, mentre si cammina in avanti sul fondo della piscina ma senza toccare il pavimento. Il difficile sta nel mantenere ritti e ben fermi testa, petto e fianchi. Praticando questo allenamento con dedizione se ne percepiranno presto i benefici soprattutto nelle gambe.

Di questa tipologia di attività fisica, ve ne ho parlato un po’ di tempo fa in un articolo dedicato, ed è l’Acquabike o Acquacycling: pedalando su di un’apposita cyclette si migliora la resistenza e si potenzia soprattutto la muscolatura del tronco e delle gambe.

Per chi è amante della Zumba, lo sapevate che questa attività fisica si può praticare anche in piscina? Ebbene sì, con la cosiddetta Acquazumba. Rispetto a quella che si fa in palestra, in quella in piscina, le mosse al ritmo di musica latino americana, avvengono a velocità dimezzata. Quindi se avete problemi con le coreografie complesse, in acqua, potete ballare in tutta tranquillità in quanto non si riesce a distinguere con esattezza i movimenti.

I benefici dell’Acquafitness in tutte le sue varianti sono quindi:

  • Un allenamento costante di muscoli che normalmente sono poco sollecitati in altri sport, con uno sforzo che solo in apparenza è leggero ma che in realtà tonifica il corpo senza indurre sofferenza.
  • Una migliore ossigenazione della muscolatura.
  • Una stimolazione dei vasi sanguigni e linfatici che permette un miglioramento generale della circolazione e del drenaggio dei fluidi corporei che favorisce la cura delle varici agli arti inferiori, dell’ipertensione e della ritenzione idrica.
  • La pressione dell’acqua ha un effetto massaggiante e rassoda i tessuti stimolando la circolazione: il sistema cardiocircolatorio inizia a carburare, il cuore deve pompare più sangue e gli organi respiratori aumentano la loro prestazione.
  • Una miglioramento estetico con una riduzione drastica degli inestetismi dovuti a cuscinetti adiposi e cellulite (il continuo massaggio dell’acqua sui tessuti adiposi aiuta infatti a bruciare e ad eliminare i grassi).
  • Un effetto rilassante che combatte la stanchezza e lo stress.

Muoversi in acqua è inoltre molto piacevole e lo si può fare a qualsiasi età. Bastano circa 30 minuti di lavoro 3 volte a settimana per avere ottimi risultati, non occorre saper nuotare, in quanto sono previsti anche esercizi in acqua bassa e a bordo vasca accessibili veramente a tutti.

Nell’Acquafitness la “forza sensibile” che ogni allievo va a sviluppare e/o a migliorare negli esercizi acquatici, permette ad ognuno di allenarsi anche individualmente, laddove la capacità di sentire gli appoggi nell’acqua e di aumentare i carichi di lavoro, sono la diretta conseguenza del grado di forza, di resistenza, di potenza, di coordinazione ed elasticità di ogni singolo individuo.

L’acqua, nonostante la sua leggerezza, può dar vita a un allenamento estremamente intenso ed anche i professionisti se ne intendono, pensiamo infatti al campione che gioca nella Juventus, Cristiano Ronaldo che pratica Acquafitness per tonificare la propria capacità muscolare ma anche per essere in grado maggiormente di resistere agli impatti e agli scontri di gioco durante una partita.

L’istruttrice di Acquafitness, Esther Zysset, sostiene che: “Bisogna considerare l’acqua come una compagna di allenamento e sfruttare la sua forza di resistenza; i risultati migliori si ottengono adottando la tecnica giusta e aumentando l’intensità. Non bisogna tagliare l’acqua con il fianco della mano, ma spingerla con il palmo. Così facendo, si aumenta la resistenza.”

Con l’Acquafitness insomma, ci si diverte, si fatica e si ottengono importanti benefici, cosa volere di più?

 

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