Liquidità, sicurezza, fiducia: per Confcommercio Fano sono i punti da cui ripartire per non far cadere il sistema economico

20 Aprile 2020 // di // Comments

Fano (PU) – Disperazione: è questo il sentimento in cui sono scivolati la maggior parte degli operatori commerciali e turistici della nostra città. Se anche ci fosse stato bisogno vediamo come i dati di marzo confermano il crollo dei consumi e del fatturato delle imprese. Serve liquidità immediata e senza burocrazia integrando le garanzie dello Stato con indennizzi e contributi a fondo perduto; le imprese non vogliono indebitarsi ulteriormente per pagare imposte e tasse per servizi di cui non hanno goduto o per i mesi in cui hanno dovuto chiudere obbligatoriamente le proprie attività. Il decreto di aprile deve tener conto di queste esigenze o gran parte del mondo produttivo nazionale, fatto per la stragrande maggioranza di micro e piccole imprese chiuderà i battenti con dei costi sociali che saranno questi sì insostenibili per la collettività tutta.  –  E’ un messaggio senza mezzi termini quello che parte dalla Confcommercio cittadina ed è rivolto indistintamente alle Amministrazioni locali, regionali e nazionali -.

La strada prevalente intrapresa è la riduzione degli impatti della crisi attraverso la concessione di abbondante liquidità a costi molto esigui.

Ma è fondamentale affiancare a questi provvedimenti una serie di indennizzi proporzionali alle perdite subite dagli imprenditori. Senza lo strumento dei “trasferimenti a fondo perduto” si corre il rischio che l’eccezionale liquidità non sarà realmente domandata, almeno dai soggetti più deboli, lasciando ferite permanenti nel tessuto produttivo e rendendo molto più difficile la ripartenza.

L’urgenza quindi è quella di rispondere alle difficoltà di flusso di cassa incontrate soprattutto da quelle aziende che fanno della stagionalità il proprio modello di vendita. Oggi è a repentaglio la stabilità finanziaria delle nostre aziende.

Ci auspichiamo quindi che quanto dichiarato dal Ministro Patuanelli : –  Ora è chiaro che servono misure di ristoro e indennizzo a fondo perduto che dovranno essere pensate a in base a quanto ha inciso il coronavirus sui vari settori – non rimanga una semplice uscita politica come le tante fatte sinora e di cui il mondo imprenditoriale non sente il bisogno.

Va inoltre pianificata attentamente la riapertura delle attività preparando i livelli sanitari, tecnologici e organizzativi perché il Paese appena possibile deve riaccendere i motori e ripartire in assoluta sicurezza. I nostri negozi non sono, infatti, luoghi di aggregazioni di massa e molti operatori del dettaglio, avendo acquistato prodotti nove mesi fa e dovendoli vendere in una stagione ‘strozzata’, hanno bisogno di ritornare quanto prima al lavoro, organizzare l’attività e iniziare a vendere per far fronte agli impegni con i dipendenti, i fornitori, i proprietari immobiliari, ecc…”. Ecco perché sarà importante ripartire il più presto possibile, non appena i dati di diffusione del contagio lo consentiranno.