Passaggi di Natale dà il benvenuto a Monica Guerritore

11 Dicembre 2019 // di // Comments

Fano (PU) – Quello che viene ricordato dalle cronache di allora come il delitto Paternò in cui perse la vita il 2 marzo 1911 Giulia Trigona, moglie del sindaco di Palermo del tempo, è il primo femminicidio di cui si sono occupati i media italiani. Una vicenda raccontata ora in un libro dal titolo “Quel che so di lei. Donne prigioniere di amori straordinari” (Longanesi) scritto dall’attrice Monica Guerritore e presentato nell’ambito di Passaggi di Natale, spin off invernale del Festival della Saggistica Passaggi, venerdì 13 dicembre al Teatro della Fortuna di Fano alle 18.30 in un incontro condotto da Jessica Chia, giornalista del settimanale La Lettura del Corriere della Sera.

Ciò che ha colpito l’autrice dal momento che si è imbattuta nella storia di Giulia, ben tredici anni fa, è l’occasione che la portò alla morte. Aver accettato un ultimo incontro con il barone Vincenzo Paternò, suo amante per due anni, che non si rassegnava alla fine di quella relazione. La Guerritore ripercorre letterariamente accanto alla protagonista quell’ultima giornata, il percorso che la portò in una stanza, la numero otto, del modesto hotel Rebecchino di Roma, nei pressi della Stazione Termini, dove avrebbe incontrato la morte inferta con ventisette furiose pugnalate.

Per arrivare a quella soglia Giulia attraversò un corridoio sul quale si affacciavano sette stanze. In ognuna di queste l’autrice-attrice colloca alcuni dei grandi personaggi femminili che ha interpretato sulla scena e che l’aiutano a dare voce ai pensieri e ai sentimenti della protagonista. Troviamo così la Marianne di “Scene da un matrimonio”, la Ljubov Andreevna di “Il giardino dei ciliegi”, la Lupa, la Signorina Giulia, Madame Bovary, Carmen, tutte a testimoniare un modello anacronistico e irreale dell’amore e della donna innamorata che troppo spesso si offre all’amato senza difese. Tutte meno una. L’ospite della sesta stanza è Oriana Fallaci, una donna ribelle, una che ha detto no, un no che porta all’amore salvifico. Il no che Giulia avrebbe dovuto dire al suo carnefice.

I biglietti per partecipare all’evento (che è a ingresso gratuito fino al riempimento del teatro) si ritirano presso il Botteghino del Teatro.