Porti, affidare la gestione all’autorità portuale per evitare di rincorrere l’emergenza

14 Febbraio 2020 // di // Comments

Fano (PU) – Una vasca di colmata a Pesaro e una a San Benedetto e l’affidamento totale della gestione dei porti all’autorità portuale regionale per evitare di rincorrere sempre l’emergenza. Sono queste le soluzioni emerse dall’incontro di ieri sera organizzato dal Comune di Fano al quale hanno partecipato le amministrazioni dei comuni portuali marchigiani e i responsabili delle associazioni legate al mondo della pesca .

“Manutenzione dei Porti, da emergenza a sistema” era il titolo dell’incontro pubblico e tutti gli interventi hanno confermato questa necessità, ovvero quella di “fare rete” perché è impensabile continuare ad effettuare interventi di straordinaria manutenzione che sono costosi e non risolvono di fatto il problema.

La troppa burocrazia all’italiana ci mette del suo a complicare le cose, come ricordato dal governatore delle Marche Luca Ceriscioli il quale, insieme al vicepresidente dell’assemblea legislativa Renato Claudio Minardi ha ricordato come negli ultimi 10 anni la Regione abbia investito circa 20 milioni di euro per il dragaggio. Una cifra importante ma che, come sostenuto da diversi relatori, potrebbe essere letta come “spreco di risorse pubbliche” in quanto di fatto i problemi di Fano, Numana, Civitanova Marche, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto si ripresentano costantemente.  

“Attualmente la manutenzione è a singhiozzo – ha confermato Tonino Giardini, responsabile nazionale Coldiretti Impresapesca – e questo vuol dire limitare le attività connesse al porto, tra cui cantieristica e ristorazione. E’ urgente passare da una gestione straordinaria a una ordinaria per poter riuscire a dragare e pulire almeno una volta all’anno”.

A rassicurare amministratori e addetti ai lavori, a conclusione dei lavori, ci ha pensato Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità Portuale di Ancona. “Abbiamo valutato tutte le opportunità per risolvere il problema – ha detto -. I fanghi si potrebbero portare nelle discariche ma questo comporterebbe costi esorbitanti. Esiste una cava autorizzata in Puglia ma è troppo distante e il trasporto potrebbe comportare problemi dal punto di vista ambientale. Soluzioni come l’eco dragaggio e il seawatching sono sicuramente il futuro ma ancora non sono percorribili pertanto sono state individuate due vasche di colmata, una a nord delle Marche (Pesaro) e una a Sud (San Benedetto del Tronto), rispettivamente di 190mila metri cubi e 350mila metri cubi nel quale poter confluire i fanghi e i sedimenti e attualmente sono in corso gli iter autorizzativi da parte dei due Comuni”.

Resta il fatto, come ribadito da Ceriscioli, che se la competenza passasse tutta all’Autorità Portuale Regionale anziché ai Comuni, molti problemi potrebbero risolversi da soli.