Potature sbagliate, la Regione striglia Aset e Comune

23 Gennaio 2020 // di // Comments

Fano (PU) – Il sistema di potature messo in atto da Aset e Comune di Fano non gli era piaciuto e così, oltre a protestare coi diretti interessati, avevano fatto una segnalazione alla Regione che oggi ha risposto “strigliando” di fatto l’ente e l’azienda.

“Dopo aver consultato docenti universitari, agronomi con esperienza in gestione del verde urbano e bravi giardinieri – scrive l’associazione ambientalista la Lupus in Fabula – siamo andati a parlare con il Comune di Fano, che dovrebbe esercitare funzioni di indirizzo e di controllo, e anche con il presidente dell’Aset. Abbiamo chiesto di fermare l’inutile ‘massacro’ ma ancora nulla è cambiato. Pochi giorni fa, però, a validare le nostre tesi e le nostre argomentazioni ci è pervenuta una lettera della Regione Marche, ricevuta per conoscenza anche dal Comune e da Aset, in cui si afferma che il comune è inadempiente da oltre tre anni nell’adeguamento del proprio Regolamento del Verde secondo lo schema del Regolamento regionale; che le normali e codificate regole di potatura sembrano non essere state applicate nei casi esaminati; che sarebbe auspicabile il rispetto della D.G.R. 1596/2018 che istituisce la figura professionale del ‘Manutentore del Verde’ da conseguire attraverso uno specifico percorso formativo, qualifica necessaria per ogni azienda che interviene sulla gestione del verde urbano privato e pubblico”.

L’appello è dunque all’assessore Fabiola Tonelli al quale l’associazione chiede di fermare le potature e di individuare e incaricare un professionista esperto in gestione del verde urbano per la programmazione e controllo.

“Vogliamo ancora ribadire – conclude la nota – che ogni potatura è uno stress per gli alberi di alto fusto. Potature sbagliate ed eccessive possono ridurre della metà la vita naturale di questi organismi, favoriscono l’ingresso di funghi e parassiti, ne indeboliscono  la struttura e li rendono soggetti a schianti e crolli, e costringono il gestore ad interventi di potatura successivi più ravvicinati, con un inutile spreco di denaro pubblico”.