Amerigo Varotti, Confcommercio

Varotti: “A Fano si sta uccidendo il commercio”

4 Febbraio 2019 // di // Comments

Fano (PU) – “Da mesi assistiamo alla chiusura di negozi ed attività commerciali ed artigiane storiche nel centro storico di Fano e nei quartieri cittadini (Lido compreso) con un processo di desertificazione sempre più preoccupante. E questo processo – oltre che da causa di carattere generale (tasse, crisi dei consumi, rallentamento della crescita del Paese, commercio on-line) – è sicuramente determinato dalla crescita esponenziale – a Fano – della grande distribuzione, dalla nascita e ampliamento dell’Auchan (che faccio fatica a chiamare Fano Center essendo tale solo il centro storico di fano!!) alla autorizzazione a nuovi Centri commerciali o supermercati che, anche laddove sono frutto di un trasferimento della sede, prevedono un considerevole aumento della superficie di vendita”. Ad intervenire è direttore generale di Confcommercio Pesaro e Urbino Amerigo Varotti.

“Una follia che prosegue, viste le prossime realizzazioni. C’è chi ha deciso di uccidere il commercio ed i commercianti. Certo tutto è frutto di un Piano regolatore che la Confcommercio ha pesantemente contestato ma anche di scelte politiche di chi quando era opposizione criticava l’eccessiva previsione di aree commerciali e che, quando è diventato maggioranza, non ha modificato scelte assurde ed ingiustificabili. Favorendo così la nascita di nuovi centri commerciali, l’ampliamento assurdo dell’Auchan  propedeutici  al funerale del commercio nel centro storico e nei quartieri. C’è chi ha scritto che in questi ultimi anni sono stati autorizzati nuovi 32.000 mq di grandi superfici di vendita. E’ ovvio che siamo di fronte ad una politica urbanistica e commerciale vecchia che favorisce gli investimenti immobiliari ed edilizi, la crescita stupida della grande distribuzione e il completo disinteresse per i negozi di vicinato ed i negozianti. Disinteresse anche di chi critica, contesta e blocca piccoli interventi strutturali ad opera di negozi e bar nel centro storico e poi non ha nulla da dire sulla tutela di manufatti storici che rappresentano importanti elementi di archeologia industriale”.