Roma – Abbassare l’età del voto attivo ai cittadini e le cittadine di 16 anni come avviene in altri Paesi. È l’appello presentato oggi a Montecitorio che si rivolge a tutte le forze politiche. Si tratta di una riforma che non riguarda l’elettorato passivo, che resta invariato. ‘Voto16’ chiede una modifica dell’articolo 48 della Costituzione. È partita una raccolta firme online sottoscrivibile all’indirizzo www.piueuropa.eu/voto_16 a cui si affianca una mobilitazione in tutta Italia con dibattiti e confronti in scuole, università, associazioni e sedi istituzionali.
Il segretario di Più Europa Riccardo Magi spiega, in conferenza stampa alla Camera, con gli altri promotori che “siamo di fronte a una crisi della democrazia, di vicinanza dei cittadini alle istituzioni e a questa crisi bisogna rispondere allargando gli spazi di partecipazione, poi i temi della politica sono sbilanciati a sfavore della giovani generazioni”. Di qui “l’appello urgente a tutte le forze politiche al Parlamento: mentre si parla di riforma elettorale e costituzionale, se c’è la volontà politica si può fare già dalle prossime elezioni politiche”.
Gli esempi a livello europeo sono diversi. L’Austria lo ha fatto nel 2007 per tutte le elezioni, diventando il primo Stato membro a compiere questo passo. In Germania il voto a 16 anni è stato introdotto per le elezioni europee e in numerose elezioni locali e regionali. Malta ha esteso il diritto di voto dal 2018, mentre in Grecia il limite è stato abbassato a 17 anni. Anche a livello di Unione Europea il Parlamento ha avanzato la proposta di armonizzare l’età minima per il voto alle elezioni europee.