Fano (PU) – Anche il liceo Nolfi-Apolloni si sente coinvolto da vicino in seguito alla recente scoperta dei resti della Basilica di Vitruvio.
I diversi indirizzi di studio del Liceo – dal Classico all’Artistico, dalle Scienze umane al Linguistico – da tempo collaborano per decodificare la geografia romana e medievale della nostra realtà. Infatti, già da anni i nostri studenti, come “giovani Ciceroni”, conducono visite guidate alla scoperta di Fanum Fortunae. Vi è inoltre anche una loro partecipazione diretta alle attività sul campo, come gli scavi archeologici presso Fossombrone (l’antica Forum Sempronii). Fondamentale resta, altresì, lo studio delle fonti antiche, che vede gli studenti impegnati nell’analisi di episodi chiave come, solo per esempio, la Battaglia del Metauro (fine III secolo a.C.) o il passaggio a Fano di Giulio Cesare (nel 49 a.C.), con un’attenzione particolare al Libro V del De Architectura: testo vitruviano di sorprendente attualità, capace di parlare ai giovani di oggi su temi cruciali come la sostenibilità ambientale, la bellezza architettonica e la buona amministrazione.
Proprio le attività dedicate a Vitruvio, alla sua figura e alla sua importanza hanno assunto rilievo particolare. Tutto ciò è confluito in un progetto organico denominato “Archeorienta”. Il progetto è realizzato attraverso il coordinamento di Barbara Piermattei, docente del Liceo Nolfi Apolloni, in stretta collaborazione con il Centro Studi Vitruviani presieduto da Odino Zacchilli e con il supporto multidisciplinare di professori delle università del territorio Oscar Mei (Archeologia classica, Università di Urbino), Nicola Loperfido (Statistica, Università di Urbino), Paolo Clini (Ingegneria Civile, Edile e Architettura, Politecnica di Ancona). Si vuole così permettere agli studenti di conoscere sempre meglio la figura e l’opera di Vitruvio, confrontarsi anche con le più avanzate tecniche di rilievo e indagine storica, favorire il loro senso di cittadinanza e appartenenza attiva alla comunità, far comprendere come l’archeologia non è affatto una disciplina polverosa rivolta al passato, ma uno strumento dinamico di formazione e orientamento, capace di rendere i giovani dei cittadini consapevoli e pronti a immaginare il proprio futuro partendo dalle tracce indelebili della loro storia.
“Non interveniamo – viene precisato dall’Istituto – nel merito delle possibili scelte future sul sito di piazza A. Costa (semplice copertura con musealizzazione dei resti attuali, estensione degli scavi, creazione di strutture moderne a riproduzione dell’antico secondo il modello dell’architetto Tresoldi). Sappiamo solo che il recente ritrovamento dei resti della basilica vitruviana ci incoraggia a proseguire a intensificare le nostre attività didattiche, con l’auspicio che queste possano estendersi a quello che ci auguriamo possa diventare un vero e proprio circuito archeologico ampio (la cui ampiezza ed il cui interesse sarebbero davvero rari): dai resti della basilica di piazza Andrea Costa al sito di via Vitruvio (ove lo scavo è in corso), dall’area ipogea di Sant’Agostino (probabile tempio di Giove) al teatro romano (presso ex Filanda Bosone) o all’area archeologica dell’anfiteatro romano (presso sito dell’ex caserma Montevecchio), per non dire della notevole distesa delle mura romane. Si tratta della sfida che abbiamo davanti, come città ed anche come liceo”.