Regione Marche – “Proteggere il nostro territorio non è una scelta ideologica, ma una responsabilità concreta. Con questo programma diamo una direzione chiara: tutelare, valorizzare e rendere sempre più efficiente il sistema delle aree protette delle Marche”.
Con queste parole l’assessore regionale all’Ambiente Tiziano Consoli commenta l’approvazione in Giunta della proposta di Programma Quinquennale per le Aree Protette (PQUAP) 2026-2030, che sarà ora trasmessa all’Assemblea legislativa regionale per l’approvazione definitiva. Il nuovo programma rappresenta lo strumento di pianificazione strategica con cui la Regione Marche definisce indirizzi, priorità e risorse per la tutela della biodiversità e la gestione delle aree naturali protette per i prossimi cinque anni.
“Oggi non parliamo solo di ambiente, ma di sviluppo sostenibile, turismo, qualità della vita e identità dei territori – prosegue Consoli –. Le aree protette sono una risorsa strategica e dobbiamo metterle nelle condizioni di funzionare meglio, con una visione di sistema e con strumenti adeguati”.
Il sistema regionale delle aree protette comprende parchi e riserve che coprono circa il 9,6% del territorio marchigiano, un patrimonio ambientale di grande valore che il nuovo programma punta a rafforzare e integrare con gli obiettivi della Strategia nazionale per la biodiversità al 2030.
Sul piano finanziario, il programma prevede risorse già stanziate nel bilancio regionale per il triennio 2026-2028, con oltre 2,4 milioni di euro annui per la gestione corrente e ulteriori risorse per gli investimenti, a sostegno delle attività dei parchi e delle riserve naturali.
Nel dettaglio, per le annualità 2026-2028 sono previsti stanziamenti che superano complessivamente i 2,3 milioni di euro annui, tra spese correnti e investimenti, a cui si aggiungeranno ulteriori risorse con i futuri bilanci regionali. Il programma conferma inoltre i criteri di riparto dei contributi già adottati negli anni precedenti, basati su elementi oggettivi come superficie delle aree, presenza di siti Natura 2000 (cioè riconosciuti dall’Unione Europea), popolazione residente e flussi turistici, garantendo una distribuzione equa ed efficace delle risorse.
“Vogliamo superare una gestione frammentata e rafforzare una visione integrata del sistema ambientale marchigiano – conclude Consoli –. Questo programma è un punto di partenza: più coordinamento, più efficienza e più capacità di valorizzare un patrimonio che è di tutti”.