Roma – L’olio extravergine di oliva non è un semplice condimento da aggiungere a fine preparazione, ma un ingrediente fondamentale della cucina italiana, capace di valorizzare gusto, qualità nutrizionale e identità dei piatti. È questo il tema dell’ultimo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato questo mese all’educazione al consumo. Dopo aver spiegato come scegliere un olio extravergine 100% italiano, come conservarlo correttamente in estate e quali falsi miti evitare, il percorso si conclude con un passaggio pratico: come utilizzare l’EVO ogni giorno in cucina.
L’olio extravergine di oliva può essere impiegato a crudo per valorizzare verdure, legumi, pesce, carni bianche, zuppe, pasta e piatti della tradizione mediterranea. In questo utilizzo esprime al meglio profumi, note aromatiche, amaro, piccante e ricchezza sensoriale, elementi che variano in base alle cultivar, ai territori e ai metodi di lavorazione. Ma l’EVO è adatto anche alla cottura. Grazie alla presenza di acido oleico e antiossidanti naturali, presenta una buona stabilità termica e può essere utilizzato in molte preparazioni quotidiane, dalle verdure saltate ai sughi, fino alle cotture in padella. L’importante è impiegarlo correttamente, evitando temperature eccessive e riutilizzi impropri.
Un errore frequente è pensare che esista un solo olio valido per tutti i piatti. In realtà l’olio extravergine 100% italiano offre una straordinaria varietà di profili sensoriali: oli più delicati possono accompagnare pesce, verdure dolci e piatti leggeri, mentre oli più intensi, amari e piccanti valorizzano legumi, carni, zuppe, bruschette e preparazioni dal gusto deciso. Gli abbinamenti hanno anche un valore nutrizionale. L’olio extravergine favorisce l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) presenti in diversi alimenti e contribuisce a migliorare l’equilibrio del pasto. Usato con verdure, cereali integrali, legumi e fonti proteiche, aiuta a rendere la dieta più completa, stabile e coerente con uno stile alimentare sano.
In cucina, quindi, la qualità dell’olio fa la differenza. Un EVO 100% italiano non porta nel piatto soltanto gusto, ma anche origine, tracciabilità, lavoro agricolo, competenza dei frantoiani e patrimonio varietale dei territori olivicoli italiani.
“L’olio extravergine di oliva deve essere considerato un ingrediente vero e proprio, non un’aggiunta secondaria – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – Ogni olio ha una propria identità, legata alle olive, al territorio, al frantoio e al lavoro della filiera. Usarlo correttamente significa valorizzare il prodotto, rispettare il lavoro di chi lo produce e portare in tavola qualità. Con le attività che AIFO realizza insieme a Italia Olivicola – aggiunge Amoroso – vogliamo aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli anche nell’uso quotidiano. Scegliere un olio extravergine 100% italiano, conservarlo bene e abbinarlo correttamente ai piatti significa rafforzare la cultura dell’olio e riconoscere il valore della nostra filiera”.
Con questo approfondimento si chiude il percorso di luglio dedicato all’educazione al consumo. Un percorso che ha accompagnato il consumatore dalla scelta dell’olio alla conservazione, dai falsi miti all’utilizzo in cucina, con un obiettivo chiaro: trasformare la conoscenza in gesti quotidiani capaci di valorizzare l’olio extravergine di oliva 100% italiano.

Cucina: Usare bene l’olio extravergine significa valorizzare ogni piatto

Il presidente AIFO, Alberto Amoroso / Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari