Ancona – Nelle scorse ore la Presidenza di Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci di cui fa parte Confartigianato) ha lanciato un grido d’allarme drammatico sulla tenuta del settore e dell’intera economia italiana. La situazione dell’autotrasporto ha superato il livello di guardia, come dimostrano le tensioni e i blocchi autonomi sorti in Puglia – teatro di una situazione in cui regna l’insicurezza e vi sono rischi per l’incolumità personale dei lavoratori – e le iniziative di blocco già programmate in Calabria e Sicilia da comitati e gruppi autonomi che hanno dato vista a manifestazioni in strada. Tutto ciò è l’espressione estrema di un malessere diffuso e non più sostenibile da parte delle imprese che Unatras da tempo evidenzia al Governo.
Le imprese continuano a operare con enormi difficoltà a causa del costo del gasolio che sta mettendo in ginocchio la categoria e il rischio, concreto e imminente, è la paralisi totale della logistica e del sistema economico del Paese. Dopo ripetute richieste e l’ipotesi di fermo ipotizzato da Unatras, il Governo ha convocato un tavolo tecnico il 27 ottobre presso il ministero dei Trasporti.
“Confartigianato torna a richiamare l’attenzione del Governo su alcune priorità che richiedono interventi urgenti”, spiegano Angelo Pisa e Luca Bocchino, Presidente e responsabile Trasporti Confartigianato Ancona – Pesaro e Urbino.
Tra le principali criticità resta la mancata disponibilità dei crediti d’imposta, a distanza di quasi un anno dall’inizio della crisi, a cui si aggiungono i 590 milioni di euro non ancora stanziati per il rinnovo dei mezzi. Una situazione che sta rallentando gli investimenti delle imprese e compromettendo le prospettive di sviluppo del settore.
È inoltre necessario rafforzare e rendere rapidamente applicabili le clausole di adeguamento al costo del gasolio nei contratti, ampliando le verifiche sulla regolarità delle imprese di autotrasporto e intensificando i controlli lungo tutta la filiera. L’obiettivo è garantire il rispetto delle regole e, in caso di violazioni, l’applicazione di sanzioni nei confronti dei committenti.
Confartigianato chiede anche una revisione delle modalità previste per i divieti di circolazione dei veicoli pesanti e un’accelerazione del processo di digitalizzazione della documentazione di viaggio, per semplificare le attività quotidiane delle imprese.
Un’attenzione particolare deve essere riservata anche alle politiche europee, attraverso un presidio costante delle iniziative dell’Unione europea e un’azione mirata a incidere sull’interpretazione e sulle possibili modifiche delle normative vigenti, soprattutto in materia di tempi di guida e di riposo. Sul fronte del Green Deal, Confartigianato ritiene necessario intervenire a livello europeo per garantire la neutralità tecnologica, promuovere l’utilizzo dei biocarburanti e prevedere programmi pluriennali di sostegno.
Infine, sul tema del lavoro e dell’occupazione, è fondamentale semplificare la normativa relativa alla Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) e alle patenti, favorire l’utilizzo di tecnologie innovative e intervenire sulle aree di sosta, per migliorare le condizioni di lavoro e la qualità della vita dei conducenti.
“Si tratta di interventi normativi che non comportano oneri finanziari e che, proprio per questo, potrebbero essere recepiti rapidamente dal Governo e tradotti in provvedimenti legislativi e amministrativi, offrendo risposte concrete alle esigenze delle imprese dell’autotrasporto”.

Angelo Pisa

Luca Bocchino