Roma – È un intervento dai toni netti quello con cui Emmanuel Macron prende posizione sulle ultime mosse di Washington e, indirettamente, sulle ironie che gli sono state rivolte da Donald Trump. Parlando alla tradizionale conferenza di inizio anno con gli ambasciatori francesi, il capo dell’Eliseo descrive un sistema internazionale sempre più instabile, segnato dal ritorno a logiche di potenza. Secondo Macron, gli Stati Uniti stanno progressivamente riducendo il perimetro delle alleanze storiche e mostrando una crescente propensione ad aggirare le regole condivise. Un atteggiamento che, a suo avviso, alimenta forme di pressione diplomatica riconducibili a un’“aggressività neocoloniale”.
Nel suo discorso, il presidente francese sottolinea la difficoltà crescente delle istituzioni multilaterali a incidere sugli equilibri globali. “Siamo entrati in una fase in cui le grandi potenze sono tentate di dividersi il mondo”, avverte, respingendo sia il ritorno di nuove forme di colonialismo e imperialismo sia l’idea di un’Europa rassegnata. In questo contesto, Macron invita a rilanciare con decisione il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, definendo irrealistico e controproducente qualsiasi arretramento sul fronte del multilateralismo proprio mentre aumentano le tensioni internazionali.
Uno dei passaggi centrali riguarda la regolamentazione europea del settore tecnologico, oggetto di critiche e pressioni da parte statunitense. Macron chiede di difendere e consolidare le norme già in vigore, considerate strumenti essenziali per la tutela dello spazio democratico e del mercato europeo. Il presidente richiama inoltre il lavoro della Commissione europea sullo “scudo democratico europeo”, assicurando che la Francia continuerà a sostenere iniziative volte a rafforzare la sovranità digitale dell’Unione.
Sul piano economico, Macron sollecita l’avvio già nel corso dell’anno di un programma accelerato di “preferenza europea” negli scambi commerciali. L’obiettivo indicato è rendere più efficace il mercato unico, semplificando le regole e rafforzando il mercato dei capitali, così da dare maggiore concretezza al peso economico dell’Europa e dei suoi 450 milioni di cittadini.
Il contesto politico del discorso è segnato anche dalle recenti dichiarazioni di Trump, che in un intervento pubblico ha ironizzato su Macron, arrivando a sostenere di averlo costretto ad aumentare i prezzi dei farmaci in Francia attraverso la minaccia di nuovi dazi sulle importazioni.