Roma – La presa d’atto ufficiale di una frattura tra Europa e Stati Uniti è alla fine arrivata e per voce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, davanti a una platea di oltre 50 capi di Stato e di governo. Alla 62ª Conferenza sulla sicurezza di Monaco il suo discorso ha forse segnato una nuova fase per i Paesi del Vecchio continente, con la presa di coscienza che l’ordine mondiale esistente dal 1945 ormai, nell’era Trump, è crollato e che l’Europa deve pensare ad arrangiarsi e difendersi da sola. In definitiva “l’Unione deve diventare più sovrana, militarmente, economicamente e tecnologicamente- è la dritta lanciata da Merz- Washington resta un partner importante, ma non più sufficiente”. Pietra sopra all’era Transatlantica, dunque.
E che su questo alcuni Paesi sono già al lavoro tra loro: la conferma arriva da Emmanuel Macron che ai cronisti ha rivelato di aver iniziato i colloqui sul nucleare con alcuni paesi, tra cui la Germania di Merz. Insomma, fine del tabù. Più precisamente il presidente francese lo definisce un “dialogo strategico” sulle armi atomiche francesi. “Si tratta di capire- ha spiegato- come possiamo articolare la nostra dottrina nazionale con una cooperazione specifica, un interesse di sicurezza comune: è ciò che stiamo facendo per la prima volta nella Storia“. Macron ha infine annunciato che darà più dettagli nelle prossime settimane.
Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha reso pubblico ai cronisti di aver avviato da oltre un anno colloqui riservati con la Francia su un possibile “ombrello” nucleare condiviso, ma come protezione aggiuntiva e non come alternativa alla Nato, ha puntualizzato. Il “dialogo strategico”, oltre la Germania, riguarderebbe anche Polonia, Svezia, Danimarca e alcuni Paesi baltici.