Roma – Ha compiuto 110 anni il 7 gennaio e, grazie alla sua famiglia, ha voluto celebrare questo traguardo con una lettera aperta indirizzata alla AS Roma. Lucia D’Amico, conosciuta da tutti come Nonna Piccola, è la 21esima persona più longeva nella storia d’Italia e, con ogni probabilità, la più anziana della Capitale. La società giallorossa ha diffuso la sua lettera come omaggio non solo a una vita lunghissima, ma a un legame profondo e continuo con la Roma, capace di attraversare un secolo di storia, dalla nascita del club ai giorni nostri.

Nelle sue parole scorrono i ricordi di Campo Testaccio, dello Stadio Olimpico, delle domeniche allo stadio con la famiglia, ma anche dei grandi momenti sportivi: dallo Scudetto del 1942, conquistato in piena guerra, a quelli del 1983 e del 2001, vissuti insieme a figli, nipoti e pronipoti. Al centro del racconto, la Roma come sentimento assoluto e trasmesso di generazione in generazione.
Cara AS Roma,
Credo di essere una delle ultime testimoni del secolo scorso. Nonostante abbia vissuto la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ho avuto la possibilità di vivere anche tanti momenti straordinariamente belli.
Quando sei nata, nel 1927, io c’ero. Avevo solo qualche anno, ma la passione per questi colori è cresciuta assieme a me.
Ricordo Campo Testaccio, dove con mio marito Sirio provai tante forti emozioni, e dagli Anni 50 in poi il mio amato Olimpico, dove all’insegna del romanismo ho allevato i miei figli Piero, Santina e Mariano.
Avverto ancora il profumo della pizza con la mortadella e le bottigliette di vino smezzate con la gassosa che preparavo nelle buste per andare la domenica allo stadio.
Ho tanti ricordi di te. Nel 1942 hai vinto il tuo primo Scudetto, in piena guerra. Fu una gioia immensa per una città provata dai bombardamenti. Nel 1983 arrivò il secondo Scudetto con Falcao, Conti, Di Bartolomei e mister Liedholm. Roma festeggiò per settimane. Nel 2001 giunse il terzo, quello di Totti, Batistuta, Montella, Delvecchio e Capello in panchina. Fu un tricolore condiviso con i miei nipoti ormai grandi e con i miei primi pronipoti.
Volevo condividere queste memorie per spiegarti quanto grande sia il mio amore per te, ma anche per raccontare alle nuove generazioni la mia esperienza di donna che ha sostenuto la Roma in ogni epoca, con qualsiasi allenatore, con squadre più talentuose e altre meno.
Perché tu per me non sei una squadra di calcio ma un sentimento che ho coltivato e trasmesso ai miei figli, ai miei nipoti e pronipoti.
Un sentimento eterno, perché eterna è la mia fede per te.
Ti ringrazio per esserci sempre stata.
Con affetto,
Nonna Piccola

Nonna Lucia – 110 anni