Fano (PU) – L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle amministrazioni pubbliche e nella vita dei cittadini. Una trasformazione che richiede condivisione, partecipazione e inclusione affinché l’innovazione possa tradursi in benefici concreti per tutti. È stato questo il tema centrale di City Vision 2026, svoltosi a Firenze, che ha visto la partecipazione di amministrazioni pubbliche, imprese e stakeholder provenienti da tutta Italia.
Per il Comune di Fano è intervenuto Luigi Scopelliti, consigliere comunale con delega alla Smart City, nel tavolo dedicato al tema del “Divario Digitale”, ovvero il rischio di esclusione di persone e comunità che può accompagnare la crescente digitalizzazione dei servizi. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di dotare il territorio di una solida infrastruttura digitale per la condivisione dei dati, indispensabile per aumentare l’efficienza dei servizi già erogati ai cittadini e svilupparne di nuovi basati sull’intelligenza artificiale. A questo proposito, Scopelliti ha richiamato la recente scoperta della Basilica di Vitruvio come possibile motore di innovazione e trasformazione digitale della città. In previsione di un incremento dei flussi turistici, sarà infatti necessario mettere a disposizione servizi informativi avanzati per la visita delle aree archeologiche, integrati con strumenti di realtà aumentata e contenuti digitali interattivi. Il percorso immaginato prevede la progressiva digitalizzazione delle aree archeologiche e, più in generale, dell’intera città attraverso la realizzazione di un gemello digitale (Digital Twin), capace di supportare la pianificazione degli interventi urbani, la manutenzione delle infrastrutture e il monitoraggio dello stato di conservazione dei monumenti mediante l’utilizzo di sensori intelligenti.
L’innovazione, tuttavia, non può limitarsi agli aspetti tecnologici. Una Smart City è realmente tale solo quando coinvolge cittadini, associazioni, imprese e corpi intermedi. Proprio il ruolo del terzo settore è stato al centro del confronto sulle strategie per ridurre il Digital Divide. Sono state presentate interessanti esperienze di collaborazione tra il Comune di Firenze e le associazioni di volontariato, evidenziando come molte persone fragili incontrino ancora difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali, come ad esempio il rinnovo della carta d’identità elettronica. Ostacoli che, se non affrontati, rischiano di trasformarsi in nuove forme di esclusione sociale, isolando non solo singoli cittadini ma intere comunità. Per questo la transizione digitale deve procedere di pari passo con quella sociale e culturale, affinché l’innovazione rappresenti un’opportunità per tutti e non un fattore di disuguaglianza. Una sfida che richiede il contributo congiunto delle istituzioni, del mondo associativo e dei cittadini stessi.

Fano guarda al futuro. Infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e partecipazione per una città più inclusiva