Fano (PU) – «Tre anni fa dicevano che l’ASP andava bloccata. Oggi la approvano. È una buona notizia, perché significa che avevamo visto giusto. Adesso, però, viene la parte più difficile: dimostrare che sarà guidata da persone competenti e capace di migliorare davvero la vita dei cittadini più fragili».
Lo dichiara il consigliere comunale del Gruppo Misto, Dimitri Tinti, dopo il Consiglio comunale che ha approvato gli atti costitutivi dell’Azienda pubblica di servizi alla persona dell’Ambito Sociale 6, col voto favorevole dell’intera maggioranza e dei consiglieri di opposizione Cucchiarini e Stefano Marchegiani, l’astensione di Fanesi e il voto contrario del consigliere Panaroni.
«La nostra astensione è stata un voto di vigilanza critica sulla governance, sulla competenza di chi sarà chiamato a guidarla, sulla trasparenza e sulla capacità di migliorare davvero i servizi sociali».
«La vicenda di questi anni racconta una verità semplice. Nel 2023 chi oggi governa Fano chiedeva di fermare l’ASP e la definiva un “carrozzone clientelare” e un “nuovo centro di potere”. Oggi quello stesso progetto viene approvato e rivendicato. Cambiare idea non è un problema, soprattutto quando lo si fa nell’interesse del territorio. Sarebbe però onesto riconoscere che quel percorso non era imposto dall’alto».
«L’ASP nasce da un lavoro avviato nel 2021 con un lungo percorso di coprogrammazione che ha coinvolto amministratori, organizzazioni sindacali, numerosi soggetti del Terzo settore e il personale dell’Ambito Sociale 6. Da lì sono nati il Piano sociale territoriale, il rafforzamento dei servizi associati, gli indirizzi per il Patto sull’amministrazione condivisa, numerose coprogettazione e un modello di welfare che oggi tutti sembrano riconoscere come valido».
«Quel progetto, approvato da tutti e 9 i Consigli comunali, venne poi bloccato da una norma regionale, firmata dall’allora consigliere regionale Luca Serfilippi, che subordinava la costituzione dell’ASP alla coincidenza tra Ambiti sociali e Distretti sanitari. Una condizione mai realizzata e oggi definitivamente scomparsa dal dibattito. Insomma, era chiara la volontà politica di fermare un percorso promosso da amministrazioni di diverso colore».
«Oggi il tema non è più il passato, ma il futuro. Per questo abbiamo presentato due emendamenti di buon senso: il primo chiedeva che il Presidente del CdA fosse scelto sulla base di esperienze e competenze adeguate; il secondo che l’ASP rendesse conto ogni anno ai Consigli comunali dei servizi erogati, dei LEPS garantiti, dei risultati raggiunti. Entrambi però sono stati respinti».
«Da oggi le polemiche lasciano spazio ai fatti. Vigileremo affinché l’ASP non diventi un luogo di compensazione politica, ma uno strumento capace di rafforzare davvero il welfare territoriale. Il Sindaco Serfilippi, anche da Presidente del Comitato dei Sindaci, ha una responsabilità particolare: dimostrare con le prossime nomine, a partire dalla Presidenza, sulla quale ha già indicato il nome dell’ex segretario della Lega Brandoni, che prevarranno competenza ed esperienza, e non gli equilibri politici».
«L’ASP non serve ad assegnare poltrone ma a garantire servizi di qualità più vicini alle persone e in tutto il territorio. È su questo, e non sugli slogan, che misureremo la serietà di questa riforma».