Fano (PU) – La scelta dell’Amministrazione comunale di Fano di adottare la via della co-progettazione anche per l’organizzazione del Carnevale incontra il parere favorevole della Consulta del Terzo Settore. Un passaggio ritenuto di grande rilievo, capace di riconoscere il valore della partecipazione civica, aprire nuove prospettive per il futuro della storica manifestazione e dare concreta attuazione al modello dell’amministrazione condivisa.
L’estensione dei percorsi di co-programmazione e co-progettazione ad ambiti contigui al sociale — come cultura e politiche ambientali — nasce da una precisa proposta del Terzo Settore locale, recepita e inserita nel regolamento approvato dal Consiglio Comunale. Su questo fronte, la Consulta ribadisce l’auspicio che regolamenti analoghi vengano adottati da tutti i Comuni dell’Ambito Sociale Territoriale 6 (AST 6), così da garantire omogeneità ai processi partecipativi su tutto il territorio.
Accanto all’apprezzamento per l’iniziativa, la Consulta ritiene tuttavia fondamentale puntualizzare alcuni aspetti tecnici e politici cruciali.
Il primo nodo riguarda la gerarchia degli strumenti: nell’amministrazione condivisa la co-progettazione deve sempre essere subordinata a una preventiva e trasparente co-programmazione. Come ricordato dalla Consulta, diversi pronunciamenti dei TAR e della giustizia ordinaria hanno infatti annullato bandi di co-progettazione privi di un solido percorso programmatico a monte. Se nel settore dei servizi sociali occorre perfezionare la redazione dei “Piani di zona”, negli altri ambiti (cultura, ambiente, sport) diventa imprescindibile attivare percorsi strutturati di costruzione partecipata delle politiche pubbliche.
In secondo luogo, la Consulta precisa che la co-progettazione rappresenta un canale innovativo di collaborazione per attivare nuove risorse ed energie civiche, ma non può trasformarsi nella procedura ordinaria per l’affidamento dei servizi essenziali. L’amministrazione condivisa, viene sottolineato, non deve in alcun modo diventare una modalità per avvallare il ridimensionamento del welfare state o favorire forme di precarizzazione del lavoro di cura.
Per garantire trasparenza e rispetto delle normative previste dal Codice del Terzo Settore, il sistema associativo locale si conferma a disposizione dell’Amministrazione comunale come interlocutore strutturato, in grado di fare rete e diffondere la conoscenza degli strumenti operativi.
«Il Terzo settore non è un semplice esecutore di attività, ma una risorsa civica strategica con cui co-costruire politiche e progetti per il bene comune», conclude la Consulta, confermando l’impegno affinché l’amministrazione condivisa diventi una pratica stabile e trasparente nella relazione tra Comune, associazioni e cittadini.