Pesaro – Nelle Marche – e in particolare nel territorio di Pesaro e Urbino – artigiani e microimprese continuano a scontrarsi con un problema ormai strutturale: il costo del piccolo credito resta elevato, nonostante la progressiva riduzione dei tassi a livello nazionale. Il denaro scende lentamente, proprio come accade per i carburanti, e questo rallenta investimenti, innovazione e liquidità aziendale.
Secondo elaborazioni CNA, i finanziamenti sotto i 50mila euro – quelli più richiesti dalle microimprese per acquistare macchinari, digitalizzare processi o gestire tensioni di cassa – continuano ad avere tassi molto più alti rispetto ai prestiti di grande importo. Una distorsione che penalizza soprattutto territori come Pesaro e Urbino, dove la struttura produttiva è composta in larga parte da micro e piccole imprese.
Per Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino “Nel nostro territorio oltre il 90% delle imprese è di piccola dimensione. Per molte di loro un finanziamento da 30, 40 o 50mila euro è decisivo per innovare, assumere o semplicemente garantire continuità. Se il costo del credito resta così alto proprio per queste fasce, si rischia di frenare la competitività dell’intero sistema produttivo locale”.
E Michele Matteucci, presidente CNA Pesaro e Urbino aggiunge “La discesa dei tassi rispetto ai picchi del 2023 è positiva, ma non basta. Il credito continua a pesare soprattutto sulle imprese più piccole, che sono la spina dorsale della nostra economia. Va però riconosciuto che la Regione Marche, con il programma Credito Futuro Marche, ha introdotto misure utili: contributi in conto interessi e sostegno al costo della garanzia che rendono più sostenibile l’accesso al credito. Grazie al ruolo dei Confidi – e di Uni.co. in particolare – l’imprenditore può affrontare un investimento con maggiore serenità”.