Roma – Almeno 39 morti e 73 feriti, di cui 24 gravi: è ancora provvisorio il bilancio del grave incidente ferroviario avvenuto nel pomeriggio del 18 gennaio ad Adamuz, nella provincia di Cordova, dove due treni ad alta velocità sono deragliati entrando in collisione. A confermarlo sono fonti della Guardia Civil, mentre sul posto continuano le operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Secondo quanto comunicato dal gestore della rete ferroviaria Adif, l’incidente ha coinvolto un convoglio Iryo partito da Malaga e diretto a Madrid-Puerta de Atocha, con a bordo circa 300 passeggeri. Il treno è deragliato pochi minuti dopo la partenza, all’ingresso di Adamuz, invadendo la linea adiacente e colpendo le carrozze centrali di un secondo treno in viaggio verso Huelva. Le cause del deragliamento restano al momento sconosciute.
Una delle vittime è il macchinista del treno Alvia, si legge su El Pais. Il macchinista deceduto, che ha subito lo scontro frontale, aveva 27 anni. Fonti vicine alle indagini riferiscono che tutti i feriti gravi sono già stati trasferiti negli ospedali mobilitati. Il traffico dell’alta velocità tra Madrid e l’Andalusia è stato sospeso, mentre il resto della rete ferroviaria nazionale continua a funzionare regolarmente. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente si è recato al centro di emergenza H-24 di Renfe alla stazione di Atocha per seguire l’evolversi della situazione. E secondo quanto riporta El Pais il ministro “ha previsto che potrebbero esserci altri decessi, pur rifiutandosi di fare ipotesi sul numero”. Puente ha dichiarato che “la strada era in buone condizioni”, essendo stata ristrutturata a maggio, e ha quindi descritto l’incidente come “estremamente insolito”.
“Nessuna parola può alleviare una sofferenza così grande, ma voglio che sappiate che l’intero Paese è con voi in questo momento così difficile. Tutti i servizi di emergenza stanno lavorando in modo coordinato e senza sosta”, ha scritto su X il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.
Messaggi di cordoglio anche dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e la Premier italiana Giorgia Meloni.