Pesaro – L’AST Pesaro Urbino si conferma polo di riferimento per la chirurgia oncologica ad alta complessità grazie al consolidamento della tecnica HIPEC (Chemio Ipertermica Intraperitoneale) per forme di tumore particolarmente complesse che colpiscono il peritoneo. Si tratta di una procedura che unisce la chirurgia alla chemioterapia. È una speranza concreta per tumori che derivano dal colon-retto, dall’ovaio, dall’appendice e per forme rare come il mesotelioma. Questo sistema permette di usare dosi efficaci di farmaco direttamente dove serve, riducendo gli effetti collaterali nel resto del corpo.
L’intervento avviene in due momenti durante la stessa operazione. Prima il chirurgo rimuove tutte le parti di tumore visibili a occhio nudo. Subito dopo, viene effettuato un vero e proprio “lavaggio” della cavità addominale con farmaci chemioterapici riscaldati a circa 42 gradi. Il calore ha un compito fondamentale: aiuta il farmaco a penetrare meglio nei tessuti e a distruggere le piccolissime cellule tumorali invisibili che potrebbero essere rimaste.
Un percorso che poggia le basi sull’esperienza ventennale del direttore della Chirurgia Generale Alberto Patriti che nel febbraio 2006 a Parigi, presso la prestigiosa scuola del Dott. Dominique Elias, pioniere mondiale della metodica, iniziò la sua attività. Un bagaglio tecnico poi perfezionato all’Università di Perugia e all’Ospedale di Spoleto, prima di approdare all’AST Pesaro Urbino.
“L’introduzione sistematica di questa procedura rappresenta un ulteriore passo avanti nel potenziamento dell’offerta sanitaria dell’AST Pesaro Urbino, posizionando l’Azienda tra le strutture in grado di gestire i percorsi oncologici più difficili con tecnologie e competenze di livello internazionale – dichiara il Direttore Generale dell’AST Pesaro Urbino, Alberto Carelli – L’acquisizione di professionisti di alto profilo è la chiave per elevare la qualità dei nostri ospedali. Il dottor Patriti porta con sé un’esperienza ventennale maturata nei centri più prestigiosi d’Europa. Sapere che oggi i pazienti marchigiani possono contare su una competenza così consolidata nel trattamento di patologie oncologiche tanto complesse è motivo di grande orgoglio. Significa offrire speranza e cure d’eccellenza direttamente sul nostro territorio, evitando lunghi spostamenti verso altre regioni”.
La riuscita di una procedura così delicata richiede una sinergia perfetta tra diversi reparti, un modello di “Cancer Center” che a Pesaro è già realtà operativa.
“A Pesaro questa attività non è il risultato del singolo, ma di un importante lavoro di squadra – spiega il Alberto Patriti –. La HIPEC richiede una collaborazione strettissima con l’Oncologia, diretta dalla dottoressa Chiari, con il contributo specialistico del dottor Paolo Giordani, e il supporto vitale dell’équipe anestesiologica e rianimatoria del San Salvatore. Solo attraverso questo percorso integrato, che parte dalla selezione rigorosa del paziente fino alla gestione post-operatoria, possiamo garantire i migliori risultati clinici. Celebrare vent’anni di questa tecnica significa oggi mettere a disposizione della comunità di Pesaro e Fano un patrimonio di conoscenze che garantisce precisione chirurgica e sicurezza”.