Fano (PU) – “L’acqua come spazio di relazione e gioco dalla nascita”, un incontro, quello svoltosi alla Memoteca Montanari lunedì 23 marzo, dedicato a tutti quei genitori e bambini che per la prima volta si avvicinano alla scoperta dell’acqua come spazio di relazione, gioco e crescita fin dalla nascita.
Le tre relatrici – Anna Gaudino (Istruttrice), Federica Barattini (Pedagogista) e Michela Zandri (Osteopata) – hanno approfondito il tema della didattica in acqua, sottolineando il valore educativo dell’esperienza acquatica. Un’esperienza che, come evidenziato durante l’incontro, deve essere osservata e vissuta a 360 gradi, cogliendone tutta la complessità.
L’attività neonatale favorisce lo sviluppo psicomotorio del bambino e rafforza il fondamentale legame genitore-figlio attraverso il gioco. Inoltre, sfrutta i riflessi naturali del neonato, accompagnandolo verso immersioni sicure, una progressiva coordinazione dei movimenti e una condizione di rilassamento in acqua, generalmente mantenuta a una temperatura di 32°C.
«Ho creduto fin dall’inizio a questo progetto – afferma l’osteopata Michela Zandri – e ringrazio per essere stata coinvolta. I bambini in acqua, soprattutto da piccoli, ci stanno volentieri quando svolgono attività; ci si chiede quindi se siano in grado di mettere in campo competenze legate al loro sviluppo neuro psicomotorio. Fondamentali sono i movimenti che i bambini compiono all’interno dell’acqua, scoprendo già da neonati l’ampio mondo del movimento».
«Ringrazio la Fanum Fortunae Nuoto ASD – esordisce l’istruttrice Anna Gaudino, promotrice dell’incontro – per offrirci una struttura di grande qualità come la piscina “Nuotiamo”, che ci permette di realizzare programmi di attività neonatale con strumenti e risorse adeguati. Questa prima conoscenza del mondo acquatico per il bambino – prosegue – non significa insegnargli a nuotare, bensì accompagnarlo nel suo sviluppo, aiutandolo a conoscere sé stesso e la propria personalità attraverso il gioco in acqua, per poi educarlo progressivamente nei movimenti. In questo modo favoriamo lo sviluppo di diversi aspetti, tra cui quello sensitivo, psicologico e sensoriale».
«L’obiettivo dell’acquaticità neonatale non è insegnare a nuotare, ma trasmettere l’amore per l’acqua». Così inizia il suo intervento la pedagogista Federica Barattini, che aggiunge: «Desidero sottolineare che i bambini e le bambine vanno accompagnati ad amare l’acqua e preparati al meglio alla vita; uno degli strumenti principali per farlo è il gioco. L’importanza del gioco, anche in acqua, consente loro uno sviluppo equilibrato, grazie a un’attenta collaborazione tra tutti gli adulti coinvolti: genitori, istruttrici ed educatrici».
di Giuseppe Frassinelli

Anna Gaudino (Istruttrice), Federica Barattini (Pedagogista) e Michela Zandri (Osteopata)